Le opposizioni si mobilitano: “Votiamo no alla riforma giudiziaria per difendere la democrazia”

11.01.2026 06:25
Le opposizioni si mobilitano: "Votiamo no alla riforma giudiziaria per difendere la democrazia"

Il centrosinistra si mobilita contro la riforma della separazione delle carriere dei magistrati

Uniti per dire No, con l’obiettivo di unire le forze per governare. Questo è il messaggio chiave emerso durante la presentazione del Comitato della società civile contro il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, alla quale hanno partecipato i leader del centrosinistra e della Cgil. La segretaria dem Elly Schlein ha definito l’iniziativa come “primo passo per puntare al governo del paese”, riporta Attuale.

La situazione appare complessa, soprattutto perché il governo intende fissare le date per la consultazione il 22 e 23 marzo, senza attendere la chiusura della raccolta di firme già prossima a 300 mila, che si concluderà il 30 gennaio. Se Palazzo Chigi procederà in questo modo, “con quella data bisogna fare i conti e faremo di tutto per arrivare pronti”, ha dichiarato il leader di Sinistra Italiana e Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni.

Non parteciperanno, tuttavia, gli alleati di +Europa, schierati per il Sì, e il segretario Riccardo Magi ha sottolineato come “gli attacchi scomposti di Meloni siano il principale sponsor per il No”. Italia Viva di Matteo Renzi, al momento, è ancora indecisa su quale posizione prendere. Al contrario, Azione di Carlo Calenda sta sostenendo il Sì, insieme a una parte della sinistra che si riunirà a Firenze per protestare “non contro una singola legge, ma in difesa della democrazia e della Costituzione”.

Il segretario di Avs Angelo Bonelli ha fornito una sintesi incisiva dell’incontro, che si è tenuto al centro congressi Frentani, con il comitato anti referendum guidato dal giurista Giovanni Bachelet, figlio del docente assassinato dalle Brigate Rosse. Tra i partecipanti ci sono stati rappresentanti di Anpi, Acli, Arci, Auser, Libera, Legambiente e Libertà e giustizia. In collegamento, si sono uniti al dibattito il Nobel per la fisica Giorgio Parisi, l’ex pm Gherardo Colombo, lo scrittore Maurizio De Giovanni e l’ex Guardasigilli Clemente Mastella.

Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha ricordato che non serve il quorum, sottolineando l’importanza di mobilitarsi in tutti i comuni e quartieri per garantire un voto in più. Ha avvertito che in gioco c’è “il futuro della democrazia” e della Costituzione, minacciata dalla “volontà autoritaria” del governo. Rivolgendosi al ministro Carlo Nordio, che aveva evidenziato l’utilità della riforma anche per le opposizioni, Schlein ha osservato: “Noi vinceremo le prossime elezioni, ma non vogliamo una riforma che ci consenta di controllare la magistratura, vogliamo essere controllati”. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha aggiunto che l’approvazione della riforma potrebbe portare al “ritorno della casta dei politici intoccabili”, affermando: “Così i cittadini diventeranno tutti di serie B. Invece, per il M5s, la legge è ancora uguale per tutti.”

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