Tensioni e strategie all’interno della maggioranza in vista delle regionali
La compagine di governo si trova a fronteggiare una crescente agitazione relativa alle prossime elezioni regionali, con Fratelli d’Italia e Forza Italia che frenano la richiesta della Lega di procedere “immediatamente” alla designazione dei candidati per le regioni di Puglia, Campania e Veneto, riporta Attuale.
Roberto Marti, segretario della Lega pugliese, ha espresso forti critiche nei confronti di Antonio Tajani, affermando che il leader forzista “sbaglia” a procrastinare, evidenziando una “situazione politica del centrodestra in regione al limite dello psicodramma”. Tajani ha risposto con fermezza: “Credo che la Lega debba risolvere alcuni problemi e appena vorrà siamo pronti a discutere e trovare i candidati unitari sia per Veneto, Campania e Puglia”, aggiungendo che per le ultime due regioni saranno necessari candidati civici, mentre in Veneto si valuterà successivamente la situazione. La Lega, nel frattempo, sta puntando sul vice di Salvini, Alberto Stefani, per succedere a Luca Zaia.
I meloniani, dal canto loro, continuano a prendere tempo. “Ci stiamo mettendo più tempo perché vogliamo trovare i candidati migliori”, ha dichiarato Arianna Meloni. Giovanni Donzelli, coinvolto nei preparativi, ha specificato che l’esito delle elezioni nelle Marche non influenzerà la selezione dei candidati nelle altre regioni, affermando che “il voto non sarà un banco di prova per il governo”. “Le partite sono tutte aperte”, ha aggiunto, sottolineando le incertezze legate alle affermazioni del centrosinistra che prospetta una vittoria schiacciante.
Lo sguardo dei partiti di centrodestra è rivolto anche alla Lombardia, che andrà al voto nella primavera del 2028. Attualmente governata dal leghista Attilio Fontana, potrebbe vedere come candidato il capodelegazione di FdI a Strasburgo, Carlo Fidanza, anche se quest’ultimo giudica prematuro parlarne. Se la Lega conserverà la candidatura in Veneto, logicamente FdI potrebbe contendersi quella lombarda.
Nel frattempo, la campagna elettorale nelle Marche si intensifica, con Matteo Ricci del PD che ha avvertito il presidente uscente Acquaroli, affermando che “dalla loro parte c’è il potere, mentre dalla nostra l’entusiasmo che cresce”. Ricci ha ribadito l’importanza di una campagna elettorale popolare per conseguire la vittoria, accusando il suo rivale di centrodestra di nascondersi dietro alla figura di Meloni.
Infine, si segnalano due situazioni turbolente in Toscana, nelle province di Prato e Pisa, che coinvolgono rispettivamente FdI e il PD. A Prato, i meloniani affrontano le ripercussioni di un presunto ricatto a luci rosse ai danni dell’ex capogruppo comunale Tommaso Cocci, con minacce ed estorsioni per indurlo a ritirarsi. Al contempo, sul fronte del PD, a Pontedera si registra la rivolta dopo l’esclusione dell’assessora comunale Sonia Luca dalle liste per il collegio di Pisa, decisione che ha provocato l’autosospensione dei vertici locali. Giani ha offerto un posto alternativo a Luca, che ha però rifiutato, mentre Katia Lazzereschi ha tentato di disinnescare la situazione rinunciando a candidarsi in favore di Sonia Luca, ma senza successo.