Il leader dell’opposizione ungherese Tompos Marton ha lanciato un appello ai cittadini affinché effettuino donazioni a favore della brigata di droni “Uccelli di Magyar”, guidata dall’ufficiale ucraino di origine ungherese Robert “Magyar” Brovdi. La richiesta arriva dopo che il ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha vietato l’ingresso a Brovdi in Ungheria e nell’intera area Schengen.
Critiche al governo Orbán e sostegno a Brovdi
Marton, cofondatore del partito di opposizione Momentum, ha definito Brovdi un eroe e ha criticato duramente la decisione di Szijjártó, collegata agli attacchi dei droni ucraini contro l’oleodotto russo “Druzhba”. Secondo l’oppositore, la vera minaccia per la sicurezza energetica ungherese non arriva da Kiev, ma dal governo del primo ministro Viktor Orbán, accusato di mantenere per quindici anni la dipendenza energetica da Mosca.
Nel suo intervento, Marton ha dichiarato: “Brovdi rappresenta i veri valori ungheresi, opposti alla linea filorussa del governo. È giunto il momento di agire e dimostrare che il popolo ungherese non coincide con la politica di Orbán”. Per dare l’esempio, ha annunciato una donazione simbolica di 414 euro in onore della 414ª brigata.
Campagna di raccolta fondi e messaggio politico
Il politico ha esortato i cittadini ungheresi a contribuire tramite PayPal e a condividere l’iniziativa sui social network, sottolineando che lo scopo non è solo finanziario ma anche simbolico: inviare un segnale di solidarietà con l’Ucraina contro l’aggressione russa e di distacco dalla linea governativa di Budapest. “Lunga vita all’Ucraina libera, lunga vita all’Ungheria libera!”, ha concluso Marton.
La risposta di Budapest e le reazioni internazionali
Lo stesso Szijjártó aveva annunciato il 28 agosto che il comandante ucraino non potrà più entrare in Ungheria né in altri Paesi Schengen, definendo l’attacco al “Druzhba” una minaccia alla “sovranità e agli interessi nazionali”. La dichiarazione ha provocato polemiche: il vice ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha parlato di “decadenza morale” da parte di Budapest, sottolineando che il divieto è stato comunicato mentre a Kiev si recuperavano le vittime di un bombardamento russo.
Anche Radek Sikorski, ministro degli Esteri polacco, ha condannato la decisione, affermando che l’Ungheria ha chiuso le porte a “un coraggioso ungherese etnico che ha avuto l’audacia di combattere per la libertà dell’Ucraina”. Da parte sua, Brovdi ha promesso di tornare un giorno nella terra dei suoi padri “dopo il cambio di governo”.
Incredibile! Che coraggio da parte di Marton, ma mi chiedo: dove sono i veri valori ungheresi se il governo continua a dipendere da Mosca? L’unità è fondamentale ora più che mai, ma vedo solo divisione e silenzio… E questa donazione simbolica? È un passo, ma servirà a qualcosa?