Leadership del campo largo: chi tra Schlein, Conte e Salis per le elezioni 2027?

11.11.2025 03:05
Leadership del campo largo: chi tra Schlein, Conte e Salis per le elezioni 2027?

Leadership e Futuro del Centrosinistra Italiano: I Possibili Succettori di Schlein

Roma, 11 novembre 2025 – Bye bye Elly Schlein. Welcome Silvia Salis, Gaetano Manfredi o perfino un redivivo Giuseppe Conte per contendere la vittoria nelle urne alla premier Giorgia Meloni. Dichiarato o confutato, è questo il sogno e l’incubo insieme che tormenta il Partito Democratico (Pd), dove si discute attivamente su come prepararsi in vista delle prossime elezioni politiche, riporta Attuale.

Nelle conversazioni interne del partito, persino i malpancisti dem si mostrano consapevoli che, sebbene sia “troppo presto per parlare di leadership” del centrosinistra, la riflessione è inevitabile. Il Pd deve ancora superare non solo il referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, ma anche affrontare la probabile riforma del sistema elettorale, che potrebbe favorire un premiera che piace a Fratelli d’Italia (FdI) e che non dispiace ai dem, poiché eliminerebbe le variabili locali a favore di coalizioni nazionali.

Il tema della leadership del campo largo si fa sempre più presente, soprattutto in vista del referendum di primavera, il cui esito non può essere motivo di biasimo nei confronti di Schlein, Conte e soci. Più che i risultati, saranno i toni e i modi utilizzati a sollevare critiche, come già fanno Romano Prodi e le anime riformiste del partito, riguardo all’allarmismo per la democrazia adottato da alcuni.

Una volta superato il referendum, la questione della premiership diventerà fondamentale, accanto all’eventuale riforma elettorale. Alcuni parlamentari del Pd non nascondono che all’interno del partito e della coalizione siano in atto “ragionamenti e manovre” in vista delle elezioni del 2027, a partire dai progetti di Dario Franceschini, fedele sostenitore della segreteria Schlein, ma anche attore di manovre per leadership alternative legate a Conte, Salis e Manfredi.

È vero, tuttavia, che nulla si può presagire prima della riforma del sistema di voto. Schlein, che sia vincente o perdente nel referendum sulla giustizia, rimane saldamente alla guida del Pd grazie al sostegno di una base radicale. Nonostante questo, la segretaria potrebbe non essere la candidatura più competitiva per sfidare Meloni. Infatti, nel Pd si discute anche di organizzare forze “fuori dal Pd”, inclusi i piani per una rinata Margherita centrista, che Franceschini immagina di affidare a Salis. In caso di primarie, la sindaca di Genova potrebbe trovarsi a svolgere il ruolo di ago della bilancia tra Schlein e Conte, che ha bisogno di rafforzare il suo consenso.

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