Crisi di Governo in Francia: Le Dimissioni del Premier Lecornu Accettate da Macron
Il governo francese, formato solo ieri sera, si trova già in crisi. Questa mattina, il premier Sébastien Lecornu si è recato all’Eliseo per presentare le proprie dimissioni al presidente Emmanuel Macron, che le ha prontamente accettate. Poco dopo l’annuncio, il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha sollecitato Macron a sciogliere l’Assemblea Nazionale e a convocare nuove elezioni, riporta Attuale.
Questa situazione senza precedenti apre a una fase colma di incognite. Macron si trova ora di fronte a due possibilità: cambiare radicalmente strategia e nominare un premier di sinistra, dopo tre primi ministri di centrodestra (Barnier, Bayrou e Lecornu), oppure riconoscere l’assenza di una maggioranza e indire nuove elezioni anticipate.
Le dimissioni di Lecornu sono arrivate prima che il ministro dell’Interno, Bruno Retailleau, leader dei Républicains, potesse agire. Sebbene Lecornu facesse parte del nuovo esecutivo nominato domenica sera, ha criticato la squadra, sottolineando che non rappresentava il cambiamento promesso. A tal fine, ha convocato il comitato strategico dei Républicains, che include le figure di spicco del partito.
Una riunione tra i gollisti si svolgerà questa mattina, durante la quale si vocifera che i Républicains abbiano posto a Lecornu un ultimatum: doveva scegliere tra la permanenza di Bruno Le Maire, ex ministro delle Finanze richiamato alla Difesa, o la loro uscita dal governo. È stato Lecornu, infine, a lasciare.
L’avversione per Bruno Le Maire, considerato traditore del partito a causa della sua scelta di allearsi con Macron nel 2017, si associa a giudizi negativi sul suo operato come ministro delle Finanze, con il debito pubblico francese cresciuto fino a 3500 miliardi di euro sotto la sua gestione. Questo rappresenta una sfida significativa per il nuovo governo Lecornu, dopo i fallimenti dei suoi predecessori Barnier e Bayrou.
Tuttavia, la composizione del nuovo governo, pressoché identica a quella del governo Bayrou rifiutato a settembre, ha suscitato reazioni indignate tra le forze politiche, incluso tra i macronisti, che, sebbene sovra-rappresentati, non godono della maggioranza. L’ex premier macronista, Gabriel Attal, ha definito la situazione un “triste spettacolo”.
La mancanza di una maggioranza e il rifiuto di compromessi da parte del governo hanno destato preoccupazioni sul futuro della Francia, con il presidente del gruppo socialista all’Assemblea nazionale, Boris Vallaud, che ha affermato: “La loro ostinazione conduce il Paese verso un caos sempre più profondo”. Anche il Rassemblement National ha espresso le proprie perplessità. Marine Le Pen ha descritto la situazione come “patetica”, denunciando la presenza di un governo identico al precedente.
Il leader della France insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha twittato: “Tutto questo per questo? Il governo Lecornu è un corteo di sopravvissuti composto per l’80% da membri o ex membri dei Républicains.” Anche la segretaria degli ecologisti, Marine Tondelier, ha criticato i macronisti, accusandoli di “inventare il premio all’incompetenza” con la rielezione di Le Maire, sottolineando il crescente disprezzo per la democrazia e il malcontento dei cittadini nei confronti della politica.
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