Incontri tra leader europei e Trump sul conflitto in Ucraina
DALLA NOSTRA INVIATA
BERLINO – Un cessate il fuoco deve essere garantito dalla Russia prima di giungere a un accordo definitivo. Nessuna decisione riguardo ai territori ucraini potrà essere presa senza il coinvolgimento diretto di Kiev. Questi punti fondamentali avrebbero trovato consenso da parte di Donald Trump durante una serie di videoconferenze organizzate ieri pomeriggio dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha accolto a Berlino anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Dopo le dichiarazioni di Trump, è emerso un moderato ottimismo in Europa: secondo il leader statunitense, la Russia “affronterà serie conseguenze” se non si decidesse a mettere fine alla guerra. Ha definito la sua conversazione con Zelensky “molto positiva” e ha promesso di organizzare un “breve secondo incontro” con Putin e Zelensky in seguito al vertice. Queste affermazioni segnalano un cambio di tono rispetto alle precedenti dichiarazioni critiche di Trump nei confronti di Zelensky.
Per prevenire sviluppi negativi, Merz ha coordinato questi incontri con i leader europei, tra cui Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, per discutere le strategie da adottare nei prossimi giorni. Durante la videoconferenza, gli europei hanno espresso la necessità di un cessate il fuoco immediato come premessa per eventuali accordi, proponendo che anche Trump consideri questa priorità. La posizione comune è che l’Ucraina è valutata disponibile a discutere dei confini, ma solo a condizione di poter preservare la propria sovranità e ricevere un adeguato sostegno occidentale.
In un comunicato successivo, Zelensky ha definito la conversazione come “lunga e produttiva,” indicando che Trump si è impegnato a contattarlo dopo il vertice in Alaska. Inoltre, Macron ha sottolineato che “le questioni territoriali riguardanti l’Ucraina devono restare prerogativa di Kiev” e che il vertice deve essere visto come un’importante occasione di dialogo tra Stati Uniti e Russia.
La premier italiana Meloni ha espresso soddisfazione per il senso di unità e dialogo che l’Occidente sta mostrando di fronte a questa sfida. Tuttavia, ha avvertito che è fondamentale monitorare l’atteggiamento della Russia, attualmente ritenuto passivo e non disponibile a negoziare nuovi sviluppi.
Intanto, da Mosca, il portavoce del ministero degli Esteri ha derubricato gli incontri come “insignificanti,” ribadendo che le condizioni poste dalla Russia per concludere il conflitto non sono mutate, richiedendo il ritiro completo delle forze ucraine dalle regioni occupate. I recenti eventi sul campo, come l’avanzata dell’esercito russo a Donetsk, complicano ulteriormente la situazione, spingendo il governatore locale a richiedere l’evacuazione di 14 villaggi.
«È importante per gli Stati europei continuare a lavorare insieme per definire un’agenda comune», ha concluso Merz, sottolineando gli sforzi per un coordinamento efficace. A questo proposito, riporta Attuale.