Ibiza: da isola povera a capitale della festa globale
Ibiza, l’isola spagnola nota per la sua vita notturna frenetica e il richiamo indiscutibile per i turisti, ha attraversato un’evoluzione radicale dalla sua storia di povertà, diventando oggi un simbolo di intrattenimento e lusso, riporta Attuale.
Fino al Secondo dopoguerra, Ibiza era tra le regioni più povere della Spagna, con la maggior parte degli abitanti dediti all’agricoltura, alla pesca e all’allevamento. L’arrivo di intellettuali negli anni Venti e Trenta da vari paesi, attratti dalla bellezza naturale e dall’isolamento dell’isola rispetto ai regimi totalitari, segnò l’inizio di un cambiamento. Celebri figure come Albert Camus e Walter Benjamin vi trovarono rifugio e ispirazione, segnando il primo affluso turistico.
Negli anni Cinquanta e Sessanta, il mito di Ibiza come rifugio per la controcultura si diffuse, attirando giovani hippy da tutto il mondo, in particolare dagli Stati Uniti. Questi fondarono comuni e svilupparono piccoli laboratori artigianali, lasciando un’impronta duratura nella cultura locale. Oggi, restano solo vestigia di quei mercatini hippy, affollati di turisti ma poco rappresentativi del passato autentico dell’isola.
Uno dei punti di ritrovo storici, il bar Anita, funziona ancora come un ufficio postale e un luogo di socializzazione, nonostante la clientela attuale sia per lo più composta da turisti. L’atmosfera nostalgica è un pallido riflesso dei giorni in cui l’isola era un crocevia di creatività e resistenza contro le oppressioni del regime franchista.
Le feste di Ibiza, originate in un contesto di libertà relativamente maggiore rispetto al resto della Spagna, iniziarono grazie a pionieri come Carlos Martorell, che approdò sull’isola nei primi anni Sessanta e contribuì all’apertura di celebre club come il Pachà. Il 1968 segna un punto di svolta con la prima grande festa privata, che attirò l’attenzione della stampa spagnola e avviò la traiettoria di Ibiza verso il suo attuale status di meta festaiola.
Nel 1973, l’apertura del Pacha consolidò la fama dell’isola come centro di divertimento, seguita da altre storiche discoteche. Celebrità del calibro di Freddie Mercury contribuirono a creare un’immagine iconica di Ibiza, che si trasformava orgogliosamente da località trascurata a centro di attrazione mondiale per la musica elettronica e le feste indimenticabili.
Si stima che il turismo notturno oggi attiri milioni di visitatori, spaziando da chi cerca esclusività a chi desidera semplicemente divertirsi. La domanda ha portato a un aumento dei costi della vita sull’isola, rendendo difficile la vita per i residenti e i lavoratori stagionali, oltre a sovraccaricare le infrastrutture locali. Gli affitti sono schizzati alle stelle, con costi che vanno dai 30 euro per entrare in un locale fino a cifre esorbitanti per i tavoli VIP.
Martorell, nel riflettere sul cambiamento di Ibiza, usa una metafora personale: «Ho conosciuto una ragazza bella, sexy, divertente, intelligente, si chiamava Ibiza. Me la sono sposata, ora ha 87 anni, è grassa, ubriaca, a volte non torna a casa, ma è mia moglie e continuo ad amarla». Un sentimento che racchiude la complessità e la bellezza dell’isola, un simbolo in continua evoluzione nel panorama globale.