Referendum sulla separazione delle carriere: l’analisi di Anna Paola Concia
Roma, 3 novembre 2025 – Anna Paola Concia, attivista femminista per i diritti civili ed ex deputata del Partito Democratico, ha espresso la sua posizione sul dibattito attuale riguardo al referendum sulla separazione delle carriere nella magistratura, evidenziando che non c’è alcun allarme democratico, come riporta Attuale.
“Rispondo con le parole di Romando Prodi quando ha detto che non c’è nessun allarma democratico, neanche in questo caso. Smettiamola con logica abbastanza surreale che affligge l’Italia”, ha dichiarato Concia.
Riguardo alla percezione del referendum dall’estero, in particolare dalla Germania, Concia ha sottolineato l’importanza di una discussione depoliticizzata: “Credo che sarebbe bellissimo e dai risvolti positivi che si deideologizzasse e depoliticizzasse questo referendum. Credo che nessun sondaggista sarebbe in grado di fare previsioni sulla risposta di una cittadinanza consapevole e informata nel merito delle questioni”.
La questione della consapevolezza degli italiani è centrale. “La mia premessa è un’altra: come risponderebbero gli italiani a un quesito depoliticizzato? Perché in Italia tutto, giustizia inclusa, deve essere ideologizzato?” ha osservato.
Concia ha commentato le prese di posizione contrastanti degli schieramenti politici: “Chi desidera il controllo sulla magistratura esprime un desiderio politico che inquina il referendum, in quanto la riforma non parla di questo e sulle intenzioni politiche si vota alle elezioni. Consiglio non richiesto alla maggioranza: fare un passo indietro e smontare le bufale testo alla mano”.
In risposta a domande sulla percezione di minacce all’indipendenza della magistratura, Concia ha affermato che “è una falsità che l’indipendenza della magistratura venga messa a repentaglio. Il principio sancito dall’articolo 104 resta immutato”. Ha inoltre sollevato interrogativi sul disallineamento tra le affermazioni politiche e la posizione dei magistrati: “Come mai prima si dice che aumenta il potere dei pm – cosa non vera –, ma proprio i pm sono contrari alla riforma? Nessuno se lo chiede?”
Infine, Concia ha lanciato un appello ai cittadini: “Penso di no. E faccio un appello a informarsi e andare a leggere la riforma costituzionale. Perché quello che viene raccontato da chi è contro, ma anche i trionfalisti, sono notizie false”. Ha chiarito che i punti essenziali della riforma includono la separazione delle carriere e l’introduzione del sorteggio nei Consigli superiori della magistratura.
La polemica sul sorteggio è stata descritta come il punto dolente della riforma: “È quello per cui la magistratura sta facendo il diavolo a quattro. Forse perché finisce il potere delle correnti, che non possono più decidere le sorti e le carriere dei magistrati?” ha concluso. Concia ha evidenziato che i magistrati saranno selezionati non in base a correnti ma per competenza, con requisiti definiti.