Liberazione degli ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi: accordo di pace di Trump in azione

13.10.2025 14:55
Liberazione degli ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi: accordo di pace di Trump in azione

Scambio di prigionieri tra Israele e Hamas: liberati ostaggi israeliani e inizia il rilascio di prigionieri palestinesi

Lunedì mattina si è concluso il rilascio dei venti ostaggi israeliani ancora vivi detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza, ed è iniziato quello di circa 2mila prigionieri palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane. Lo scambio era stato concordato con la prima fase dell’accordo di pace promosso da Trump e accettato sia da Israele che da Hamas la scorsa settimana. Per ora è proseguito tutto senza particolari intoppi, ma servirà ancora del tempo per completare la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi, riporta Attuale.

Fin dalle prime ore di lunedì mattina, migliaia di persone si sono riunite nella piazza degli Ostaggi a Tel Aviv per seguire su un maxischermo e poi celebrare la liberazione degli ostaggi. C’erano anche molti cartelli in cui veniva ringraziato il presidente statunitense Donald Trump, che ha promosso l’accordo di pace e che in generale lunedì è stato accolto in Israele con grande sfarzo ed entusiasmo.

Allo stesso tempo sono iniziati i preparativi per la liberazione dei prigionieri palestinesi, arrestati in molti casi per ragioni politiche: nelle vicinanze dell’ospedale Nasser a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, è stato allestito un palco con centinaia di sedie, e molti palestinesi hanno atteso l’arrivo dei familiari liberati a Ramallah, in Cisgiordania.

Prima sono stati liberati tutti gli ostaggi israeliani. Un primo gruppo di sette è stato consegnato all’esercito israeliano intorno alle 8:30 italiane nel nord della Striscia. Erano tutti uomini rapiti nei kibbutz, in strutture militari o al festival musicale Nova durante l’attacco del 7 ottobre. Prima sono stati consegnati da Hamas a rappresentanti della Croce Rossa Internazionale, poi sono stati portati in territorio israeliano. Qui sono stati accolti da alcuni soldati israeliani e portati in una base militare per un primo controllo medico. Solo in seguito hanno potuto incontrare i loro familiari.

Poco prima che i primi ostaggi fossero effettivamente liberati, alcuni di loro hanno potuto parlare con le famiglie tramite videochiamata. In generale sono apparsi in condizioni migliori rispetto ad alcuni degli ostaggi liberati a marzo, che erano denutriti e in pessime condizioni fisiche.

Non ci sono state le cerimonie molto coreografiche organizzate da Hamas durante le precedenti liberazioni di ostaggi, che erano state molto criticate da Israele e da altri governi e organizzazioni internazionali perché ritenute umilianti e propagandistiche. Le prime foto degli ostaggi liberati sono circolate solo quando sono stati accolti dall’esercito israeliano, al confine della Striscia.

Un secondo e ultimo gruppo di tredici ostaggi è stato liberato quando in Italia erano circa le 11, sempre con l’intermediazione della Croce Rossa, questa volta però nel sud della Striscia. Erano gli ultimi ostaggi ancora vivi presenti nella Striscia.

La liberazione di tutti gli ostaggi vivi è stata celebrata della piazza degli Ostaggi dalle molte persone che si erano radunate lì.

Il 7 ottobre 2023 Hamas aveva catturato 251 persone. Oltre alle 20 liberate oggi, 148 erano già tornate in Israele, quasi tutte attraverso precedenti scambi di prigionieri. Le altre sono morte in questi due anni di guerra. Secondo l’accordo di pace, i corpi di 28 ostaggi morti durante la detenzione dovranno essere consegnati alle autorità israeliane oggi o nei prossimi giorni. Non si sa però se Hamas riuscirà davvero farlo, perché potrebbe essere molto complicato recuperare i corpi in un territorio per larga parte raso al suolo dai bombardamenti israeliani.

Una volta conclusa la riconsegna degli ostaggi, è iniziata la liberazione da parte di Israele dei circa duemila detenuti palestinesi: 250 condannati all’ergastolo – fra cui diversi dirigenti e miliziani di Hamas – e 1.716 detenuti a partire dal 7 ottobre del 2023, comprese tutte le donne e i bambini arrestati. Alcuni sono già arrivati a Ramallah, in Cisgiordania, a bordo di alcuni autobus; altri dovrebbero essere rilasciati vicino all’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia; altri ancora, quelli con doppia cittadinanza, verranno espulsi.

38 autobus sono partiti verso le 11:30 dalla prigione israeliana di Ofer, che ospita moltissimi detenuti politici. Anche a Ramallah, in Cisgiordania, si è celebrato l’arrivo delle persone liberate, alcune delle quali erano state condannate all’ergastolo.

Molti dei palestinesi liberati, hanno raccontato i giornalisti presenti, sono apparsi in condizioni di salute precarie, e hanno mostrato ferite visibili e difficoltà a camminare.

Ad agosto dello scorso anno l’ong israeliana B’Tselem aveva diffuso un lungo rapporto sulla situazione nelle carceri israeliane, definite «campi di tortura», e sui sistematici abusi subiti dai prigionieri palestinesi. Il rapporto era intitolato “Benvenuti all’inferno” e si basava sulle testimonianze di 55 persone palestinesi detenute dopo lo scorso 7 ottobre, nella maggior parte dei casi senza accuse e senza processo. Le conclusioni di B’Tselem non erano così sorprendenti, visto che già nei mesi precedenti erano state pubblicate inchieste che avevano raccontate situazioni simili.

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