L’Ice e le polemiche sui suoi metodi negli Stati Uniti

08.01.2026 18:45
L'Ice e le polemiche sui suoi metodi negli Stati Uniti

Un agente dell’Ice ha sparato e ucciso una donna a Minneapolis, generando forti controversie riguardo all’operato dell’agenzia federale americana, nota per l’utilizzo di metodi controversi nell’applicazione delle leggi sull’immigrazione. Questo episodio solleva interrogativi sulle politiche migratorie del presidente Donald Trump e sul ruolo di Immigration and Customs Enforcement (Ice), da tempo oggetto di critiche per l’inasprimento delle sue misure. Il fatto è avvenuto in un contesto di crescente violenza legata alle operazioni di sgombero di immigrati irregolari, riporta Attuale.

Cosa è l’Ice

L’Ice è un’agenzia federale degli Stati Uniti che ha il compito di applicare le leggi sull’immigrazione e combattere reati transnazionali. Non è da confondere con la polizia di frontiera, il Border Patrol.

Dipendente dal Dipartimento della Sicurezza Interna e attualmente diretto da Kristi Noem, l’Ice si articola in due rami principali. Il primo, Ero (Enforcement and Removal Operations), è responsabilizzato per le operazioni di arresto e deportazione degli immigrati irregolari. Gestisce anche i centri di detenzione dove le persone sono trattenute in attesa di espulsione.

Il secondo ramo, Hsi (Homeland Security Investigations), si occupa delle indagini su traffico di droga, armi, tratta di esseri umani, criminalità informatica e frodi finanziarie. Complessivamente, l’Ice dispone di poteri investigativi simili a quelli dell’FBI e conta circa 20.000 dipendenti, con piani di reclutamento ampliati sotto l’amministrazione Trump.

La politica anti-immigrazione di Trump

Creata nel 2003 sotto l’amministrazione di George W. Bush dopo gli attacchi dell’11 settembre, l’Ice inizialmente si concentrava su immigrati irregolari coinvolti in reati gravi. Negli ultimi anni, specialmente durante il mandato di Trump, il focus si è spostato sulla lotta all’immigrazione irregolare in generale.

Si stima che nel 2023 circa 14 milioni di immigrati irregolari vivano e lavorino negli Stati Uniti. Anche se molte di queste persone non sono coinvolte in attività illecite, l’amministrazione Trump ha adottato una linea dura con l’obiettivo di espellere in massa immigrati e richiedenti asilo, utilizzando l’Ice come strumento principale.

I metodi dell’Ice

La politica dell’amministrazione Trump ha portato a un aumento degli interventi sul territorio da parte dell’Ice, con un obiettivo di 3.000 arresti giornalieri. Le restrizioni sui luoghi sensibili, come scuole e ospedali, sono state eliminate e l’agenzia può ora procedere ad arresti anche senza mandato in situazioni urgenti. Queste operazioni sono spesso descritte come blitz che coinvolgono agenti in tenuta tattica, a volto coperto e che usano tecniche come granate stordenti e gas lacrimogeni.

Il crescente numero di arresti ha sollevato polemiche riguardo all’uso eccessivo della forza. Le operazioni si concentrano frequentemente su luoghi di lavoro, come ristoranti e grandi magazzini, in cui sono impiegati molti stranieri. Testimonianze e video documentano l’uso sproporzionato della forza durante tali interventi.

I centri di detenzione, anch’essi molto contestati, sono stati oggetto di forti critiche da parte di organizzazioni come Amnesty International, che denuncia condizioni di trattamento che violano i diritti umani. Nel 2025, 32 persone sono morte in custodia presso i centri gestiti dall’Ice, un dato allarmante mai registrato dal 2004.

Gli arrestati? In gran parte incensurati

Nonostante le affermazioni della segretaria del Dipartimento della Sicurezza Interna, Noem, secondo cui l’Ice arresta “il peggio del peggio”, i dati disponibili suggeriscono un quadro diverso. Secondo il Deportation Data Project di Berkeley, nei primi nove mesi del secondo mandato di Trump, circa 75.000 persone arrestate dall’Ice non avevano precedenti penali, indicando una predominanza di arresti per immigrati irregolari incensurati.

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