L’inchiesta di Haaretz sulle stragi nei confronti dei palestinesi durante la distribuzione del cibo a Gaza

27.06.2025 16:15
L'inchiesta di Haaretz sulle stragi nei confronti dei palestinesi durante la distribuzione del cibo a Gaza

Stragi di Civili Palestinesi nella Striscia di Gaza: Un’Emergenza Umanitaria Ignorata

Un’inchiesta condotta dal quotidiano israeliano Haaretz ha rivelato dettagli inquietanti sulle stragi di civili palestinesi, avvenute recentemente nei pressi dei punti di distribuzione di cibo nella Striscia di Gaza. Queste tragiche perdite, secondo quanto dichiarato da soldati israeliani in forma anonima, sono il risultato di ordini diretti impartiti dai comandanti, con l’intento di disperdere le folle. Questi spari indiscriminati hanno causato la morte di numerose persone innocenti, amplificando le tensioni in una regione già lacerata da conflitti.», riporta Attuale.

I fatti hanno avuto luogo vicino ai centri dell’organizzazione Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), istituita da Israele per monitorare la distribuzione alimentare. Partita a maggio, la Ghf ha aperto solo quattro centri, operativi per un’ora al giorno, creando situazioni insostenibili con lunghe file di persone che si accalcano in cerca di cibo. Questo ha portato a scene drammatiche, con migliaia di civili in attesa fin dalle prime ore della notte.

Secondo Haaretz, ci sono state ripetute occasioni in cui i soldati hanno aperto il fuoco contro i civili, sia prima dell’apertura dei centri che dopo la loro chiusura, nella stessa ottica di disperdere la gente in fila. Un soldato ha descritto questi luoghi come “zone della morte”, evidenziando che ci sarebbero stati da uno a cinque morti al giorno, mentre i soldati, schierati con armi letali, consideravano i civili come minacce ostili, senza mai adottare misure non letali come il gas lacrimogeno.

In un contesto operativo altamente teso, i soldati si attengono a sparare come segnale di comunicazione, bloccando ogni movimento nei pressi dei centri. La realtà è talmente grave che il fuoco d’avvertimento è diventato una routine, come riportato da un soldato riservista, il quale ammette che tale comportamento ha portato a morti ingiustificate. Queste uccisioni sono state sempre più normalizzate nel contesto della guerra, un’azione che non ha giustificazione per chi opera sul campo.

Le autorità sanitarie della Striscia di Gaza hanno confermato che, dall’inizio di questa emergenza al fine di maggio, sono stati registrati 549 morti e oltre 4.000 feriti nei pressi dei centri di distribuzione. Questi numeri potrebbero tuttavia essere solo una frazione della realtà, data la scarsità di fonti e comunicazione nella zona.

Un altro aspetto inquietante è che l’esercito israeliano non solo ha sparato contro i civili in attesa di aiuti umanitari, ma ci sono indicazioni che anche alcune milizie palestinesi, finanziate da Israele, abbiano partecipato a queste violenze. La divisione 252, coinvolta nelle operazioni, è stata segnalata come una delle unità che ha seguito da vicino questi ordini di fuoco, suggerendo un’adesione sistematica a protocollo di azione letale.

È notevole che, nonostante il presunto divieto a entrare nei centri della Ghf, i soldati si trovino frequentemente a posizionarsi attorno ai centri, con carri armati e cecchini, con il pretesto di garantire la sicurezza della distribuzione umanitaria. Tuttavia, testimonianze da fonti militari indicano che tale sicurezza è più una facciata, poiché le operazioni di sparo continuano a essere propagate per controllare la popolazione.

In conclusione, le testimonianze di soldati e civili confermano una realtà drammatica e angosciante: i civili palestinesi attivamente in coda per ricevere aiuti non costituiscono una minaccia. Nonostante le indagini sia interne che esterne siano avviate su alcuni eventi, molte delle violenze continuano a rimanere senza giustificazione, evidenziando un ambiente in cui l’innocenza è sempre più vulnerabile e la normalizzazione delle uccisioni ingiustificate è un tragico indicatore della crisi umanitaria attuale.

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