L’India sfida le minacce di Trump e conferma gli acquisti di petrolio russo

02.08.2025 12:25
L'India sfida le minacce di Trump e conferma gli acquisti di petrolio russo

Le Strategia Commerciale dell’India nei Confronti della Russia

ROMA – Il presidente Donald Trump ha minacciato l’India con nuove sanzioni se Nuova Delhi continuerà ad acquistare petrolio russo. Tuttavia, il governo indiano ha scelto di seguire un approccio simile a quello della Cina, decidendo di procedere come se nulla fosse accaduto. Due funzionari di alto rango hanno confermato che non ci sono stati cambiamenti nelle politiche commerciali: “Il governo non ha impartito istruzioni alle compagnie petrolifere di ridurre gli acquisti”, ha dichiarato uno di loro, riporta Attuale.

Durante una conferenza stampa, il portavoce del Ministero degli Esteri, Randhir Jaiswal, ha preferito non rispondere direttamente alle minacce, ribadendo la posizione di Nuova Delhi: “Le nostre relazioni bilaterali si basano sui meriti e non dovrebbero essere viste attraverso il prisma di un Paese terzo. India e Russia vantano un partenariato solido e collaudato”.

Trump non ha fornito dettagli sui tipi di sanzioni che potrebbero essere imposte in caso di rifiuto da parte dell’India. Secondo alcuni esperti, questa mossa potrebbe far parte di un negoziato in corso per un accordo commerciale tra India e Stati Uniti. Sorprendentemente, altri importanti importatori di petrolio russo, come Cina e Turchia, non hanno ricevuto minacce simili.

A partire dall’inizio del conflitto in Ucraina, l’India ha notevolmente aumentato le sue importazioni di petrolio russo, passando da meno dell’1% a oltre un terzo del totale delle importazioni nazionali. Con più di due milioni di barili al giorno, Nuova Delhi è attualmente il secondo acquirente di Mosca dopo la Cina.

Nei primi mesi del conflitto, Washington e Bruxelles avevano fatto pressione per ridurre i legami economici tra India e Russia. Tuttavia, nel tempo, la strategia è stata attenuata: i partner occidentali hanno compreso che l’acquisto di petrolio russo a prezzi calmierati, fissati dal tetto imposto da UE e G7, contribuiva a stabilizzare il mercato globale e a limitare le entrate di Mosca.

Un approccio che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha definito “efficace”. L’allora ambasciatore americano a Nuova Delhi, Eric Garcetti, ha spiegato: “L’India ha comprato petrolio russo perché volevamo che qualcuno lo acquistasse al prezzo massimo. Non è stata una violazione, era parte della politica: mantenere il petrolio russo sul mercato, ma a un costo che riducesse i guadagni del Cremlino”.

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