L’inquietudine di Wael: siriano in Germania dopo dieci anni senza sentirsi davvero a casa

30.12.2025 15:15
L'inquietudine di Wael: siriano in Germania dopo dieci anni senza sentirsi davvero a casa

La situazione dei rifugiati siriani in Germania: un limbo di insoddisfazione e paura

Wael, un siriano di poco più di trent’anni, vive in Germania dall’ottobre 2015, anno in cui il governo di Angela Merkel aveva deciso di accogliere centinaia di migliaia di richiedenti asilo fuggiti dalla guerra civile in Siria. Lavorando come assistente sociale a Berlino, Wael ha contribuito ad aiutare altri richiedenti asilo, ma nonostante i suoi sforzi, non si sente completamente realizzato. Dichiara che la Germania non lo ha mai accolto pienamente, e questo lo ha portato a riflettere sulla possibilità di tornare in Siria, ora che il conflitto appare concluso, riporta Attuale.

Con la caduta del regime di Assad, molti siriani hanno pensato di tornare al loro paese, ma Wael ritiene che ricominciare da capo in Siria sarebbe impensabile. Attualmente, vive in uno stato di incertezza, non fidandosi del governo tedesco per eventuali problemi che potrebbero sorgere al suo ritorno. «Casa, per me, è dove puoi sentirti al sicuro», afferma. La sua esperienza non è isolata; molti siriani si trovano in una situazione simile, percependosi in un limbo. Oggi, la Germania ospita circa 948.000 cittadini siriani, cifra che arriva a 1,2 milioni se si considera anche chi ha la cittadinanza tedesca ma è di origine siriana.

La maggior parte dei siriani residenti ha un permesso temporaneo, che deve essere rinnovato ogni tre anni. Negli ultimi anni, le politiche tedesche nei confronti dei rifugiati siriani si sono indurite, soprattutto dopo commenti del cancelliere Friedrich Merz, che ha affermato che non vi è più motivo di concedere asilo ai siriani, promettendo rimpatri per alcuni. Tali dichiarazioni riflettono un tentativo del governo, composto dalla CDU e dal Partito Socialdemocratico (SPD), di contrastare l’ascesa del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), noto per le sue posizioni xenofobe.

Nonostante ciò, la CDU stessa non è unanime riguardo all’idea di rimpatriare rifugiati. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha recentemente dichiarato che le condizioni in Siria non permettono un ritorno dignitoso. Attualmente, i siriani che hanno ottenuto lo status di rifugiato non possono tornare in Siria, poiché il governo tedesco considera le loro condizioni in patria troppo pericolose. Questa situazione è ulteriormente complicata per coloro che non possono verificare la sicurezza del loro paese d’origine e si affidano solo alle informazioni disponibili da lontano.

La situazione in Siria rimane instabile, con il potere attualmente esercitato da Ahmed al Sharaa, ex miliziano islamista. Molti siriani in Germania appartengono a minoranze, come i drusi e i cristiani, il che rende il loro ritorno particolarmente rischioso. Esperti sostengono che il governo tedesco potrebbe non essere davvero in grado di attuare rimpatri significativi, sia per motivi pratici che economici. Una recente indagine ha rivelato che oltre la metà dei tedeschi sostiene l’espulsione di siriani non ben integrati, evidenziando una crescente pressione sociale su questo tema.

Molti siriani in Germania, nonostante le difficoltà, hanno trovato stabilità e lavoro, contribuendo a settori chiave dell’economia. La certezza di un impiego a lungo termine e la crescita delle famiglie nate in Germania complicano ulteriormente l’idea di tornare in Siria. Analizzando il futuro dei rifugiati siriani in Germania, esperti avvertono che il discorso del governo sulle politiche migratorie rischia di alienare coloro che si sono ben integrati, compromettendo la promessa di accoglienza e stabilità.

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