L’Isis rivendica l’attentato suicida a Islamabad: 31 morti e 169 feriti

07.02.2026 02:26
L'Isis rivendica l'attentato suicida a Islamabad: 31 morti e 169 feriti

Attentato suicida a Islamabad: ISIS rivendica la responsabilità

Un attentato suicida in una moschea nella capitale pakistana, Islamabad, ha provocato la morte di almeno 31 persone e ferito 169 individui, secondo quanto riportato venerdì dal Site Intelligence Group. Lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, avvenuto durante una celebrazione di una congregazione sciita, riportando che l’attentatore ha fatto esplodere il suo giubbotto esplosivo all’interno del tempio, causando un alto numero di vittime, riporta Attuale.

In dettaglio, l’ISIS ha descritto l’azione come un attacco mirato ai membri della comunità sciita, che storicamente sono stati obiettivi di attentati in Pakistan. In passato, attacchi simili sono stati attribuiti sia ai talebani pakistani che allo Stato Islamico della provincia del Khorasan.

Dopo l’esplosione, l’area è stata completamente sigillata per permettere alle squadre forensi di raccogliere prove. La polizia di Islamabad, con il capo Syed Ali Nasir Rizvi in comando, ha dichiarato che la capitale è stata messa in stato di massima allerta, avviando operazioni di ricerca nella zona e rinforzando la sicurezza nei luoghi sensibili.

Il governo pakistano ha reagito con fermezza all’attentato. Il ministro per gli Affari parlamentari, Tariq Fazal Chaudhry, ha dichiarato che gli autori degli attacchi sono “i nemici dell’islam e del Pakistan”. Ha promesso che il governo continuerà a combattere il terrorismo fino a quando i responsabili non saranno portati davanti alla giustizia, puntualizzando che ci sono stati attacchi recenti nel Belucistan e che altri attori regionali, in particolare l’India, sono accusati di coinvolgimento in tali attività terroristiche.

Questo attacco arriva dopo una serie di violenze nel Paese, che hanno incluso raid coordinati nel Belucistan contro forze di sicurezza e civili. L’Inter-Services Public Relations, l’organo di comunicazione dell’esercito, ha annunciato ieri che le forze di sicurezza hanno concluso con successo un’operazione nella regione, eliminando 216 combattenti.

Il primo ministro Shehbaz Sharif ha richiesto un’indagine immediata e dettagliata per identificare i colpevoli dell’attentato. Nel frattempo, il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar ha condannato l’attacco, definendolo “un crimine atroce contro l’umanità” e una grave violazione dei principi islamici, continuando a sottolineare la necessità di proteggere i luoghi di culto e i civili nel Paese.

A novembre, un attacco a un complesso giudiziario a Islamabad aveva già provocato la morte di 12 persone e ferito altre 36, sottolineando l’instabilità crescente nella capitale e la necessità di strategie di sicurezza più incisive.

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