Il Parlamento italiano ha avviato l’iter per rendere permanente l’ora legale, ma senza un intervento decisivo della Commissione europea, i singoli Paesi non possono agire autonomamente. L’iniziativa è giunta dopo anni di discussioni, durante i quali la Commissione ha presentato nel 2018 una proposta che rimane inosservata, riporta Attuale.
Avviato l’iter alla Camera
Recentemente, la X Commissione della Camera dei deputati, dedicata alle Attività Produttive, Commercio e Turismo, ha approvato l’avvio di unindagine conoscitiva «sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori». Questa indagine, proposta da Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale) e da Consumerismo No profit, è stata sostenuta anche dal deputato Andrea Barabotti (Lega). Una consultazione pubblica del 2018 aveva evidenziato che l’84% dei cittadini europei era favorevole all’abolizione del cambio d’ora, ma da allora, non sono state adottate misure efficaci.
La proposta Ue del 2018 e la promessa di Sánchez
Il Parlamento europeo, nel 2019, ha approvato una proposta di direttiva per permettere ai singoli Stati di scegliere tra ora legale e solare permanente. Tuttavia, il processo si è bloccato a causa della pandemia e delle divergenze tra i vari Paesi membri. Stati come Portogallo e Grecia si sono opposti, mentre alcuni governi del Nord Europa, come Finlandia e Polonia, hanno espresso preoccupazioni per gli effetti negativi sull’intera popolazione.
Negli ultimi mesi, il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ha rilanciato la proposta, affermando che «cambiare l’ora due volte all’anno non ha più senso» e che l’obiettivo è di interrompere definitivamente il cambio d’ora entro il 2026. Tuttavia, la Commissione europea non ha prodotto aggiornamenti significativi dal 2019, mantenendo in vigore l’attuale sistema.
I benefici per l’ambiente e per l’economia
Il documento che avvia l’indagine alla Camera dei Deputati sottolinea come tre ricerche europee concordino nel ritenere che l’abolizione del cambio di orario comporterebbe vantaggi economici e ambientali. I dati ufficiali di Terna indicano che tra il 2004 e il 2025 si stima un risparmio energetico di oltre 12 miliardi di kWh grazie all’ora legale, corrispondenti a circa 2,3 miliardi di euro. Inoltre, la Società Italiana di Medicina Ambientale prevede che l’implementazione dell’ora legale permanente potrebbe ridurre le emissioni di CO2 di 160-200mila tonnellate annualmente, equivalenti all’assorbimento da 2 a 6 milioni di nuovi alberi.
Cosa può fare l’Italia in attesa di una decisione dell’Ue
L’indagine si concluderà entro il 30 giugno e servirà ad esaminare i benefici e le criticità di un eventuale passaggio all’ora legale permanente. Tuttavia, fino a una decisione condivisa a Bruxelles, l’Italia potrà solo studiare e confrontare. Attualmente, la direttiva europea, attiva dal 2001, non consente ai singoli Stati membri decisioni autonome sul cambio dell’ora. L’iniziativa della Camera assolve quindi una funzione di preparazione: raccogliere dati solidi e coinvolgere le istituzioni in attesa di progressi nelle trattative a livello Ue. La Commissione europea e il Parlamento europeo saranno invitati a fornire le proprie posizioni durante le audizioni.
Foto copertina: Pixabay/Annette
Ma dai, ancora con questo? Ogni anno la stessa storia! L’ora legale, l’ora solare… ci fanno impazzire! Spero solo che questa volta facciano qualcosa di concreto. Oramai sembra che le discussioni siano infinite e i risultati zero. Che perdita di tempo!