Appello internazionale per garantire la sicurezza dei giornalisti a Gaza
In risposta alla catastrofe umanitaria che colpisce Gaza, l’Italia, insieme ad altri 26 Paesi della “Media Freedom Coalition”, ha lanciato un appello al Governo di Israele affinché consenta l’accesso immediato a Gaza a giornalisti e media, riporta Attuale. Questo appello segue la condanna del piano E1, che minaccia di dividere la Cisgiordania, e richiede a tutte le parti di impegnarsi per garantire la sicurezza degli operatori dell’informazione.
Il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, aveva già definito inaccettabili gli attacchi contro i giornalisti a Gaza, un chiaro segnale del grave livello di violenza raggiunto dal conflitto e dell’urgenza di porre fine alle morti di civili innocenti. “I giornalisti e gli operatori dei media svolgono un ruolo essenziale nel mettere in luce la devastante realtà della guerra – si legge nell’appello –. L’accesso alle zone di conflitto è fondamentale per svolgere efficacemente questo ruolo. Ci opponiamo a tutti i tentativi di limitare la libertà di stampa e impedire l’ingresso ai giornalisti durante i conflitti”.
I membri della Media Freedom Coalition hanno condannato fermamente ogni forma di violenza contro i giornalisti e gli operatori dei media, in particolare per il numero allarmante di vittime, arresti e detenzioni causati dagli attacchi dell’esercito israeliano su Gaza. L’appello sollecita le autorità israeliane e tutte le altre parti a garantire che gli operatori dei media – sia locali che stranieri – possano lavorare liberamente e in sicurezza non solo a Gaza, ma anche in Israele, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
“Gli attacchi deliberati contro i giornalisti sono inaccettabili. Il diritto internazionale umanitario offre protezione ai giornalisti civili durante i conflitti armati. Chiediamo che tutti gli attacchi contro gli operatori dei media siano indagati e che i responsabili siano perseguiti in conformità con il diritto nazionale e internazionale”, affermano i membri della coalizione.
Infine, la coalizione ha rinnovato l’appello per un cessate il fuoco immediato, il rilascio incondizionato degli ostaggi rimasti, il libero flusso di aiuti umanitari e il percorso verso una risoluzione a due Stati, garantendo pace e sicurezza durature nella regione.