Italia sostiene Kiev ma solleva dubbi sulla proposta di prestito dagli asset russi congelati
L’Italia è assolutamente a favore del sostegno a Kiev, ma nutre gravi perplessità riguardo alla solidità della base giuridica dell’unica proposta considerata percorribile dalla Commissione europea, ovvero quella del prestito basato sugli asset congelati russi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato l’importanza di evitare scelte sbagliate che potrebbero portare a ricorsi russi con una vittoria di Putin, riporta Attuale.
La questione, però, va oltre la semplice questione economica; “principalmente aiuti civili“, ha specificato il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Non ci saranno passi indietro nel sostegno all’Ucraina, come notano i leader di Fratelli d’Italia, che lo considerano un punto centrale del programma di governo condiviso. Anche la Lega si trova d’accordo su questo tema. Il governo sta preparando un decreto legge da presentare in Consiglio dei ministri, previsto per il 29 dicembre o, forse, già il 22 dicembre, per rinnovare le modalità di aiuto a Kiev, resta in attesa di sviluppi per una possibile risoluzione della guerra e di giungere a una concreta fase di ricostruzione.
Nella sua recente apparizione in Parlamento, Giorgia Meloni ha ribadito il sostegno all’Ucraina accanto a Matteo Salvini, evitando di citare esplicitamente gli armamenti. Rispondendo a domande delle opposizioni, ha descritto il “sostegno multidimensionale” menzionato nella risoluzione di maggioranza come un aiuto “a 360 gradi”, implicando una comprensione che include anche il supporto militare. Dall’inizio della “guerra di aggressione russa“, l’Italia ha già fornito 12 pacchetti di aiuti militari e circa due miliardi e mezzo di euro (dati forniti dal Ministero degli Esteri in primavera) per sostenere i rifugiati, attività umanitarie e l’equilibrio finanziario dell’Ucraina.
Per quanto riguarda le forniture specifiche, l’Italia ha già inviato gruppi elettrogeni e generatori come parte dei pacchetti di aiuto secretati. Queste forniture hanno ricevuto riconoscimento dal presidente Volodymyr Zelensky durante la sua recente visita a Roma. Si prevede che queste forniture possano essere meglio strutturate nel nuovo decreto, una condizione fondamentale per il voto della Lega sul provvedimento. Fonti del partito affermano: “Ci hanno dato ampie rassicurazioni”.
Non capisco perché ci si preoccupi tanto della base giuridica e non si parli di quello che sta succedendo in Ucraina. I russi non aspettano altro che opportunità per colpire. L’Italia deve fare la sua parte senza indugi, gli aiuti civili sono fondamentali, ma non possiamo dimenticare la sicurezza!