L’Italia ha acquistato armi americane per 2,2 miliardi di euro negli ultimi due anni

06.12.2025 15:45
L'Italia ha acquistato armi americane per 2,2 miliardi di euro negli ultimi due anni

USA autorizzano vendita di missili all’Italia per 301 milioni di dollari

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha autorizzato la «possibile vendita» al governo italiano di 100 missili aria-superficie Jassm (Joint Air-to-Surface Standoff) per un valore di 301 milioni di dollari, circa 258 milioni di euro. Questi ordigni, come riportato nel comunicato ufficiale, serviranno ad «aumentare la capacità di fare fronte alle attuali e future minacce» fornendo sistemi in grado di colpire anche obiettivi a lunga distanza, riporta Attuale.

Il governo Meloni beneficerà quindi di questi missili, che possono essere montati anche sui caccia F-35. Nonostante ciò, il Dipartimento di Stato ha chiarito che questa vendita «non altererà gli equilibri nella regione», confermando la posizione dell’Italia come un «alleato» strategico della NATO, senza costituire una minaccia per la Russia.

È importante sottolineare che i missili non sono destinati a soddisfare le necessità dell’Ucraina o a sostenere il meccanismo di raccolta fondi promosso dalla NATO per equipaggiare Kiev. La gestione del contratto spetterà a Lockheed Martin, leader del settore dell’industria militare americana e principale fornitore del progetto F-35.

Il flusso di vendite militari statunitensi è una costante nella politica estera americana, in cui affari e considerazioni geopolitiche sono strettamente intrecciati. La selezione dei paesi destinatari delle armi è effettuata dal presidente, mentre il Dipartimento di Stato autorizza le richieste, con il Pentagono che esegue effettivamente gli ordini e il Congresso che ratifica l’autorizzazione finale.

Dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, le vendite di armi non hanno mostrato segni di rallentamento. Il 5 dicembre, il Dipartimento di Stato ha autorizzato contratti per la Danimarca, inclusi un sistema integrato di difesa aerea, del valore di 3 miliardi di dollari, e una fornitura di missili per ulteriori 750 milioni di dollari, estendendo così la rete di alleanze militari globali degli Stati Uniti.

I recenti accordi con l’Italia fanno parte di una serie di vendite di armi autorizzate dal Dipartimento di Stato, compresi 75 sistemi di difesa missilistica a medio raggio autorizzati in precedenza per un valore di 211 milioni di dollari. Negli ultimi due anni, l’Italia ha ottenuto otto contratti di fornitura per un valore complessivo di 2,64 miliardi di dollari, evidenziando un notevole aumento della cooperazione militare tra i due paesi.

Le richieste di armi da parte dell’Italia rimangono poco trasparenti, poiché il ministero della Difesa italiano non ha divulgato informazioni dettagliate sui contratti stipulati. In genere, è necessario un intervallo di tempo di sei mesi a un anno tra la richiesta di un paese e la risposta del Dipartimento di Stato. Tuttavia, l’accelerazione di queste vendite potrebbe essere una risposta della nuova amministrazione italiana all’invasione russa dell’Ucraina.

In un periodo di allerta globale, le vendite di armi statunitensi all’Italia hanno raggiunto un valore totale di 692 milioni di dollari, coprendo una varietà di sistemi militari, tra cui missili e droni, durante il periodo di tensione compreso tra il 2009 e il 2020.

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