Il 28 settembre, durante la discussione sul decreto-legge Terra dei Fuochi, è emerso un commento inaspettato da parte di uno stenografo, giustamente catturato nel resoconto ufficiale della Camera dei deputati, che ha suscitato attenzione e riflessione. La frase «Mai una gioia», divenuta simbolo della rassegnazione nella società moderna, non solo introduce il tema del documento, ma riflette anche un sentimento diffuso di disillusione rispetto alla situazione ambientale e legislativa in Italia, riporta Attuale.
La «Camera respinge», e lo sfogo
Il contesto della discussione si colloca nell’ambito delle votazioni degli emendamenti, un processo che può risultare lungo e complicato. Durante la votazione dell’emendamento numero 2.5, presentato da Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle, il presidente di turno ha dichiarato: «Dichiaro aperta la votazione». Poco dopo, ha annunciato la chiusura delle votazioni e il responso: «La Camera respinge». In quel frangente, lo stenografo ha, involontariamente, messo a verbale una nota che ha catturato l’attenzione: «Mai una gioia».
Questa annotazione, benché non fosse prevista, ha il merito di riassumere la frustrazione di molti riguardo alla situazione della gestione dei rifiuti in Campania, ancorata a questioni di illegalità e degrado ambientale. Le misure proposte dal decreto sono destinate a contrastare queste attività illecite e a avviare la bonifica dei territori più colpiti, ma la risposta delle istituzioni continua a sollevare interrogativi sul loro effettivo impatto.
La crisi dei rifiuti in Italia, e in particolare in Campania, non è soltanto una questione locale ma riflette sfide più ampie legate alla governance ambientale e alle responsabilità politiche. La mancanza di progressi tangibili in questo settore mette in luce la necessità di un approccio più deciso e coordinato per affrontare le sfide ambientali e per garantire un futuro sostenibile alle comunità locali.