L’omicidio di Liliana Resinovich: nuovi sviluppi a Trieste dopo quattro anni di mistero

05.01.2026 09:15
L'omicidio di Liliana Resinovich: nuovi sviluppi a Trieste dopo quattro anni di mistero

Trieste, 5 gennaio 2026 – Dopo quattro anni, la verità giudiziaria per Liliana Resinovich rimane irrisolta, alimentando un giallo che affligge la città. Il corpo della donna è stato rinvenuto nel parco dell’ex manicomio il 5 gennaio 2022, mentre la sua data di morte, riportata sulla lapide, è in realtà il 14 dicembre 2021, giorno della sua scomparsa. Sebastiano Visintin, marito della vittima, è attualmente indagato per omicidio, pur professando la sua innocenza. L’Italia è divisa tra chi crede nella sua colpevolezza e chi lo considera innocente, con la questione aggravata dalla mancanza di prove concrete, riporta Attuale.

Il mistero intorno a questo caso non è stato mai risolto. Il primo medico legale, esaminando le condizioni del corpo, aveva suggerito che il decesso fosse avvenuto due giorni prima del ritrovamento. Il fascicolo è stato aperto il 22 dicembre 2022, inizialmente per sequestro di persona.

L’appunto a penna del medico legale Fulvio Costantinides

“In data odierna ore 18:30 ho constatato l’avvenuto decesso località boschiva entro comprensorio ex Opp di un soggetto verosimilmente identificabile per Liliana Resinovich nata il 26-4-58. Le cause del decesso sono da accertare”. Questa è la nota scritta a mano da Fulvio Costantinides la sera del 5 gennaio 2022. In seguito, il consulente della procura aveva ipotizzato il suicidio, ma l’allora procuratore Antonio Di Nicolo aveva chiesto l’archiviazione del caso, reputata insufficiente dal gip, il quale ha richiesto ulteriori approfondimenti. Le nuove analisi sono attualmente in corso, con una proroga che rinvia i risultati a marzo.

Il ritrovamento del corpo di Liliana Resinovich

“Alle ore 16:10 personale dei vigili del fuoco individuava il corpo senza vita di una donna. (…) Giaceva a terra in posizione fetale, appoggiata sul lato sinistro, con la schiena quasi parallela al lato corto della recinzione”. Così recita il verbale di ritrovamento, in una Trieste ancora ignara dell’eco mediatico che il caso avrebbe generato. Tra i principali attori della vicenda si segnala Claudio Sterpin, 82 anni, che ha affermato di aver avuto una relazione con Lilly.

I poliziotti annotano nel verbale: “Sia il prato della porzione di terreno che il sentiero di accesso non presentavano importanti calpestii né evidenti ramificazioni schiacciate o spezzate che potessero far ritenere il contemporaneo passaggio di più persone”. Questo dettaglio solleva interrogativi sulle circostanze della morte.

Le prime parole di Claudio Sterpin

La mattina del 5 gennaio, Sterpin si presenta in questura, sottolineando la testimonianza di Iva, una fruttivendola che sostiene di aver visto Lilly il 14 dicembre, verso le 8:30. Sterpin avanza diverse ipotesi, tra cui la possibilità che Lilly abbia preso un autobus o cercato un passaggio, comportando una camminata che durava meno di mezz’ora fino all’ex manicomio.

Sottolinea inoltre: “Penso che Liliana potesse essere turbata la mattina del 14 dicembre, ho visto un filmato che riprendeva Lilly durante una cena il giorno prima della sua scomparsa”. Secondo lui, l’atteggiamento di Lilly appariva teso e preoccupato. “Had a worried look”, la descrive Iva. Sterpin ipotizza che Lilly potesse aver menzionato al marito il suo legame con lui.

“Una notizia qualsiasi”

La polizia interroga Sterpin riguardo a due messaggi inviati a Lilly quel giorno. In dialetto, chiede un segnale, “una notizia qualsiasi”. Sterpin risponde di aver sperato che Lilly potesse aver cambiato idea su cosa fare, riconsiderando l’idea di lasciare il marito. L’ex procuratore ha interpretato questo stato di tensione emotiva come potenzialmente indicativo di un suicidio, ma la consulenza di Cristina Cattaneo, redatta a febbraio 2025, rovescia questa costruzione narrativa: Lilly è stata uccisa nel boschetto dell’ex manicomio la mattina del 14 dicembre 2021. Non avrebbe mai lasciato quel luogo. “Siamo di fronte a un delitto di prossimità, sviluppatosi nelle interazioni relazionali di Liliana”, ha affermato il presidente di Penelope, avvocato del fratello di Lilly, Sergio, evidenziando che nelle indagini siano già contenute tutte le risposte necessarie.

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