Londra riduce i fondi contro la disinformazione russa nei Balcani occidentali

22.12.2025 11:15
Londra riduce i fondi contro la disinformazione russa nei Balcani occidentali
Londra riduce i fondi contro la disinformazione russa nei Balcani occidentali

Il 20 dicembre 2025 è emerso che il Regno Unito ha deciso di ridurre del 40% i finanziamenti destinati alla lotta contro l’aggressione e la disinformazione russa nei Balcani occidentali. Il budget, pari a 40 milioni di sterline lo scorso anno, scenderà a 24 milioni nel periodo 2025-2026, colpendo i programmi di sostegno ai Paesi considerati esposti a tentativi di destabilizzazione da parte di Mosca, come riportato nell’analisi sui tagli britannici ai fondi contro la minaccia russa nei Balcani occidentali.

La decisione arriva in una fase di forte incertezza regionale, mentre la sicurezza europea resta sotto pressione e le attività ibride attribuite alla Russia continuano a concentrarsi su aree ritenute strategicamente vulnerabili.

Una scelta in contrasto con la retorica sulla sicurezza europea

Il taglio dei fondi appare in contrasto con le recenti dichiarazioni del primo ministro britannico Keir Starmer, che ha definito i Balcani occidentali un’area in cui “la sicurezza del nostro continente viene messa alla prova”. Nonostante questa valutazione, il governo ha scelto di ridimensionare il proprio impegno finanziario nella regione.

Secondo ricostruzioni pubblicate in Ucraina, la decisione rientra in una più ampia revisione della politica britannica sull’aiuto pubblico allo sviluppo, che prevede una riduzione dell’ODA verso Paesi a reddito basso e medio, come evidenziato nel resoconto sulle reazioni ai tagli britannici nei Balcani.

Impatto su democrazia, media e cybersicurezza

La riduzione delle risorse comporterà meno fondi per contrastare campagne di disinformazione, attacchi informatici e altre attività ibride attribuite a reti legate ai servizi russi. Questo potrebbe rendere le società balcaniche più esposte a manipolazioni, polarizzazione e interferenze nei processi politici interni.

In precedenza, parte dei finanziamenti britannici era destinata al rafforzamento delle istituzioni democratiche, al sostegno dei media indipendenti e alla promozione della trasparenza. Il ridimensionamento di questi programmi rischia di aprire spazi più ampi alla propaganda filorussa, in particolare attraverso media e piattaforme digitali.

Una regione chiave sotto pressione geopolitica

I Balcani occidentali, che includono Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, rappresentano da tempo un’area di interesse strategico per la sicurezza europea. Storicamente, la regione è stata oggetto di un’intensa influenza russa, esercitata tramite leve diplomatiche, energetiche, culturali e storiche.

Una minore presenza occidentale sul piano informativo e politico potrebbe facilitare la diffusione di narrazioni ostili a UE e NATO, alimentare tensioni interne ed etniche e rallentare i processi di integrazione europea. In questo contesto, i tagli britannici rischiano di essere interpretati come un segnale di arretramento, rafforzando la fiducia delle forze politiche filorusse e ampliando il margine di manovra di Mosca.

Rischi strategici oltre il risparmio di bilancio

La riduzione del 40% dei fondi non rappresenta solo una misura di contenimento della spesa pubblica, ma un potenziale indebolimento della capacità regionale di difesa contro le minacce ibride. Senza un adeguato sostegno internazionale, la resilienza dei Balcani occidentali potrebbe diminuire proprio mentre le pressioni geopolitiche aumentano.

Gli osservatori avvertono che, in assenza di una risposta coordinata e di investimenti mirati, la Russia potrebbe sfruttare rapidamente le nuove vulnerabilità per rafforzare la propria influenza, con conseguenze dirette sulla stabilità politica e sulla sicurezza dell’intero continente europeo.

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