L’ONU ripristina le sanzioni contro l’Iran dopo dieci anni, richieste dai paesi occidentali

28.09.2025 10:25
L'ONU ripristina le sanzioni contro l'Iran dopo dieci anni, richieste dai paesi occidentali

Ripristinate le sanzioni economiche contro l’Iran dall’ONU

Dalle prime ore di domenica 28 settembre, le Nazioni Unite hanno ripristinato pesanti sanzioni economiche contro l’Iran, sospese da dieci anni in seguito all’accordo sul programma nucleare iraniano del 2015, ora smantellato dagli Stati Uniti, riporta Attuale.

Le sanzioni sono state reintrodotte su richiesta di Regno Unito, Francia e Germania, che la scorsa settimana avevano accusato Teheran di non rispettare gli impegni assunti. Un mese fa, i paesi occidentali avevano avviato le procedure per riattivare le sanzioni, già annunciate dall’Iran, che hanno incluso il divieto di arricchire uranio, restrizioni sui test di missili balistici, un embargo sulle armi e il congelamento dei beni di individui coinvolti nei programmi nucleari.

Il regime iraniano ha protestato con forza contro il ripristino delle sanzioni, annunciando il richiamo dei suoi ambasciatori in Regno Unito, Francia e Germania. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito le sanzioni «ingiuste e illegali».

Cina e Russia, alleati dell’Iran, avevano proposto di posticipare di sei mesi il ripristino delle sanzioni, ma la loro mozione ha ricevuto solo quattro voti a favore nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, su un totale di 15 membri.

Le sanzioni economiche contro l’Iran erano state imposte dal Consiglio di Sicurezza tra il 2008 e il 2010, e il meccanismo di riattivazione, noto come snapback, era previsto dall’accordo sul nucleare del 2015. Quest’ultimo prevedeva che l’Iran limitasse l’arricchimento dell’uranio a fini civili in cambio della revoca delle sanzioni. Con l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo nel 2018, l’Iran ha ripreso l’arricchimento oltre i limiti consentiti, affermando di perseguire solo scopi civili.

Nonostante le tensioni, Regno Unito, Germania e Francia sostengono di essere aperti al dialogo per trovare un accordo che consenta la sospensione delle sanzioni, sottolineando che l’Iran ha smesso di permettere l’accesso agli ispettori dell’AIEA ai siti nucleari e non ha fornito rapporti sulle proprie scorte di uranio arricchito. Le tre nazioni hanno dichiarato di non avere altra scelta che chiedere il ripristino delle sanzioni, dato il contesto di crescente preoccupazione riguardo alle attività nucleari di Teheran.

Questa decisione dell’ONU potrebbe aggravare ulteriormente la crisi economica dell’Iran, già afflitto da svalutazione della moneta e gravi carenze di elettricità e acqua. Tuttavia, Regno Unito, Francia e Germania hanno espresso la loro disponibilità a continuare le trattative per trovare un accordo.

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