Il mistero di Villa Pamphilj: interrogativi senza risposta
Il caso che ha tenuto in scacco l’attenzione pubblica per una settimana riguardo a Villa Pamphilj continua a sollevare dubbi e interrogativi irrisolti. Al centro della vicenda troviamo Rexal Ford, un californiano di quarantasei anni, arrestato a Skiathos in Grecia per l’omicidio di una bambina di pochi mesi e l’occultamento del cadavere della madre. Le accuse nei suoi confronti potrebbero evolversi fino a configurare un duplice omicidio, riporta Attuale.
In ben tre occasioni, Ford è stato fermato dalla polizia a Roma, ma ha sempre eluso le maglie della giustizia. In un’occasione è stato visto con la bimba in braccio; in un’altra, presentava una ferita sanguinante alla testa, e nella terza, stava discutendo animatamente con la donna ora deceduta, strattonandola e inveendo, tanto da indurre una passante a chiamare le forze dell’ordine. Una foto, resa pubblica dal programma “Chi l’ha visto?”, mostra il presunto assassino il 5 giugno, due giorni prima del ritrovamento dei corpi, mentre tiene la bambina in lacrime, vestita di rosa, simile a un indumento rinvenuto in un cestino vicino ai cadaveri. In quel frangente, Ford stava tentando di entrare in un albergo di Largo Argentina, tirandosi dietro un trolley. Gli agenti intervenuti, richiamati dalle urla della bimba, gli avevano chiesto spiegazioni e lui aveva dichiarato di essere il padre.
Quando qualcuno ha chiesto della madre, la sua risposta è stata che “sono turisti americani, mia moglie è partita”. Peccato che la donna fosse già deceduta da almeno 24 ore. Diverse segnalazioni di violenze e litigi tra lui e la donna si erano accumulate nelle giornate precedenti: una testimone ha riferito di aver visto Ford agire in modo aggressivo nei confronti della ragazza mentre lei teneva la bimba. Inoltre, il 20 maggio, Ford è stato arrestato a Campo de’ Fiori, con la testa sanguinante e in stato di ubriachezza, sostenendo che stava semplicemente trascorrendo una vacanza. Quando gli è stato chiesto del sangue, ha risposto di essere scivolato. Nonostante la sua spiegazione poco credibile, fu rilasciato, e una foto scattata da una poliziotta ha contribuito alla sua identificazione. Un altro elemento intrigante è rappresentato dal rinvenimento di un braccialetto nero con perline rifrangenti vicino al corpo della donna, che potrebbe suggerire un complice di Ford o la presenza di un’altra persona sulla scena del crimine. Questo dettaglio, finora esaminato superficialmente, potrebbe aprire nuovi scenari rispetto alla narrazione ufficiale, che considera Ford come il solo colpevole.
Il sospettato, che vanta precedenti per violenza negli Stati Uniti, è un clochard atipico: risiedeva in Europa da circa due anni, si muoveva per Roma e faceva spese utilizzando una carta di credito. Anche la sua fuga in Grecia l’11 giugno, avvenuta con un biglietto comprato tramite carta, a fronte di una situazione senza fissa dimora, solleva ulteriori interrogativi e misteri da chiarire.