Trasferimenti nelle Montagne Italiane: Una Tendenza Crescente
Vazon (Val di Susa), 19 ottobre 2025 – La scelta di trasferirsi in montagna come risposta ai cambiamenti climatici sta diventando sempre più popolare tra gli italiani. “Vivevo vicino a Torino, adesso abito a 1.650 metri, a Vazon, nel comune di Oulx, in Alta Valle di Susa. Studio il clima per mestiere, so benissimo cosa ci possiamo aspettare dal futuro. Mi sono detto, sarebbe stupido se non mi preparassi, come un medico che non cura se stesso. Così ho preso questa decisione, ormai otto anni fa”, afferma un residente locale. Quasi centomila persone, di cui 64mila italiani, hanno scelto di trasferirsi in un comune montano tra il 2019 e il 2023, riporta Attuale.
La crescente migrazione verso le montagne è documentata dall’Unione dei Comuni Montani (Uncem), che ha evidenziato una notevole crescita nella popolazione di queste aree. Tuttavia, la scelta di vivere in alta quota non è priva di sfide. “Non si è mai pentito?” chiedono i giornalisti al climatologo e presidente della Società Meteorologica Italiana, Luca Mercalli. “Mai, anzi”, risponde, sottolineando l’importanza di pianificare servizi adeguati per i nuovi residenti. Tra le problematiche più rilevanti ci sono le infrastrutture inadeguate e il digital divide.
Mercalli sottolinea che il cambiamento climatico sta accelerando e prevede che le temperature nelle aree urbane aumenteranno significativamente nei prossimi anni. “Tra 25 anni, potremmo raggiungere i 45-48 gradi a Milano”, avverte. “Le città diventeranno sempre meno vivibili, a meno di non stare chiusi in casa con il condizionatore acceso dalla mattina alla sera”. Salire in quota rappresenta quindi una strategia di adattamento alle mutate condizioni climatiche.
“L’adattamento richiede tempo”, spiega Mercalli. “Non si fugge con la valigia di cartone. Bisogna costruire un progetto di vita, ristrutturando edifici esistenti e utilizzando metodi moderni di costruzione sostenibile”. La ristrutturazione e il riuso delle vecchie costruzioni nelle aree montane sono essenziali per garantire un insediamento sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
Mercalli evidenzia anche la necessità di una pianificazione strategica a livello locale e nazionale. “I Comuni devono cominciare a capire che questa sarà una tendenza in crescita negli anni a venire”, afferma. “Il progetto deve essere coordinato con le Regioni per affrontare il fenomeno dello spopolamento in modo da invertire la tendenza e prepararsi a un afflusso di nuovi residenti che potrebbe mettere sotto pressione i servizi locali”.
La situazione attuale richiede una risposta strutturata e consapevole da parte delle istituzioni per gestire in modo efficace i cambiamenti demografici e climatici in atto. “La tendenza di migrare verso le montagne non è una moda passeggera, ma una risposta necessaria ai cambiamenti climatici”, conclude Mercalli, mettendo in luce l’importanza di prepararsi per un futuro sempre più caldo e difficile in pianura.