L’Ucraina offre tecnologia anti-drone ai paesi del Golfo
Con l’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, l’Ucraina ha visto un aumento della richiesta delle sue tecnologie per intercettare droni. Sebbene non siano stati ancora firmati accordi ufficiali, l’Ucraina sta negoziando con vari paesi arabi del Golfo Persico, bersagli dell’Iran, per la fornitura di tali tecnologie, con discussioni in corso persino con gli Stati Uniti, riporta Attuale.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina ha inviato squadre di esperti in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita per assistere le loro forze armate nell’intercettazione dei droni iraniani. Inoltre, una squadra di esperti ucraini è stata inviata in Giordania per difendere una base statunitense. Questa evoluzione suggerisce una crescente cooperazione tra Ucraina e Stati Uniti nel campo della difesa contro i droni iraniani.
I paesi arabi del Golfo possiedono alcune delle difese aeree più avanzate al mondo, tra cui sistemi intercettori Thaad e Patriot, molto efficaci contro i missili balistici. Tuttavia, questi sistemi mostrano fragilità quando si tratta di droni, sia per motivi economici sia per la vastità dell’attacco. Un drone iraniano Shahed costa solo decine di migliaia di dollari, mentre un missile intercettore Patriot richiede circa 3 milioni di dollari, rendendo la difesa contro i droni estremamente costosa.
L’Iran, grazie al costo ridotto dei suoi droni, può lanciare un numero significativamente superiore di attacchi rispetto ai missili intercettori disponibili nei paesi del Golfo. Questo squilibrio pone i paesi arabi in una situazione precaria, dove l’uso eccessivo dei Patriot può lasciarli vulnerabili a missili balistici più letali.
Per affrontare questa sfida, i paesi del Golfo necessitano di soluzioni più economiche per abbattere i droni. L’Ucraina, dopo anni di conflitto con la Russia, ha sviluppato un’esperienza unica e una tecnologia avanzata nel campo della difesa contro droni, essendo già stata bersaglio degli Shahed iraniani forniti alla Russia. Invece di utilizzare costosi missili per respingere i droni, l’Ucraina ha implementato tattiche più economiche, impiegando droni per neutralizzare droni, ottimizzando così risorse e capacità.
Negli ultimi quattro anni, numerose aziende ucraine hanno innovato in questo settore, producendo centinaia di migliaia di droni intercettori ogni mese. Una delle principali aziende, General Cherry, è in grado di produrre 100.000 droni al mese.
Dall’inizio del 2024, quando queste tecnologie sono state prodotte in massa, l’Ucraina ha intercettato l’88% dei droni lanciati contro di essa, purtroppo riuscendo a difendersi solo per il 19% dai missili balistici russi. Con una media di 100-150 droni al giorno lanciati contro l’Ucraina, e circa 50 droni inviati dall’Iran verso i paesi del Golfo, l’abilità dell’Ucraina nel contrastare gli attacchi aerei è diventata una risorsa preziosa per la regione.
Il presidente Zelensky ha manifestato la disponibilità a vendere queste tecnologie ai paesi del Golfo, richiedendo in cambio un accordo economico tra i 35 e i 50 miliardi di dollari. Inoltre, il presidente ha sottolineato la necessità di ottenere misili Patriot per difendere l’Ucraina dai continui attacchi russi, il che potrebbe rivelarsi complicato vista la domanda mondiale per questi sistemi avanzati.
Si prevede che un accordo tra Ucraina e paesi del Golfo venga siglato, rappresentando un cambiamento significativo nell’approccio alla difesa aerea nella regione.
Tuttavia, formare un’alleanza con gli Stati Uniti per la protezione delle basi americane in Medio Oriente si dimostra più complesso per motivi politici. Gli Stati Uniti sono ora più interessati alla tecnologia anti-drone ucraina, e attualmente c’è già una collaborazione in atto per difendere una base americana in Giordania.
Nel contesto internazionale, la proposta di assistenza da parte dell’Ucraina si scontra con la retorica dell’ex presidente Donald Trump, il quale ha sempre sottolineato la debolezza dell’Ucraina e la sua dipendenza dagli Stati Uniti. Questa nuova tensione rispetto alla competenza tecnologica ucraina in materia di droni complica ulteriormente il dialogo politico tra i due paesi.