L’Ue sotto pressione per le accuse di spionaggio ungherese

23.10.2025 12:25
L’Ue sotto pressione per le accuse di spionaggio ungherese
L’Ue sotto pressione per le accuse di spionaggio ungherese

Il 22 ottobre 2025 Politico ha rivelato che la Commissione europea è sotto crescente pressione dopo le accuse di un’operazione di spionaggio condotta da agenti ungheresi a Bruxelles tra il 2012 e il 2018. Eurodeputati di diverse fazioni chiedono chiarimenti sull’episodio e sollecitano risposte sul possibile coinvolgimento dell’attuale commissario europeo alla Salute, Oliver Várhelyi, che in quel periodo era ambasciatore dell’Ungheria presso l’Ue. La Commissione ha confermato di aver avviato un’indagine interna per verificare le presunte attività di reclutamento di funzionari europei da parte dell’intelligence ungherese.

Secondo Politico, diversi ex funzionari dell’Ue avrebbero affermato che la presenza di una rete di spionaggio ungherese a Bruxelles era “un segreto di Pulcinella”. Uno di loro ha raccontato di essere stato avvicinato da un dipendente della rappresentanza permanente ungherese con l’offerta di collaborare come informatore. Várhelyi avrebbe assicurato alla presidente Ursula von der Leyen di non essere stato al corrente di tali attività. Tuttavia, l’opposizione in Parlamento europeo ritiene che, se l’indagine confermerà la sua conoscenza dei fatti, egli dovrà dimettersi.

L’episodio alimenta ulteriormente le tensioni tra il governo di Viktor Orbán e le istituzioni comunitarie. Bruxelles accusa da anni Budapest di indebolire lo stato di diritto, esercitare pressioni sulla magistratura e limitare la libertà dei media. Orbán, dal canto suo, presenta il conflitto con l’Ue come una difesa della sovranità nazionale, trasformandolo in uno strumento politico interno. Secondo un’inchiesta congiunta di De TijdDer SpiegelDer StandardPaper Trail Media e Direkt36, l’operazione di spionaggio sarebbe iniziata dieci anni fa e avrebbe adottato metodi “insolitamente aggressivi” per un Paese membro, simili a quelli impiegati da regimi come Russia o Cina.

Non è la prima volta che l’Ungheria si trova al centro di scandali di spionaggio. Nel 2024 i media avevano riferito che i servizi segreti ungheresi avevano spiato investigatori dell’Ufficio europeo antifrode impegnati in indagini su presunte irregolarità legate al genero di Orbán. Tra il 2015 e il 2017, agenti ungheresi avrebbero anche monitorato funzionari europei in visita, intercettando telefonate e copiando dati da computer personali. Tali rivelazioni minano la fiducia reciproca su cui si fonda la cooperazione europea e indeboliscono la posizione di Budapest e dello stesso Várhelyi all’interno della Commissione.

Se dovesse emergere che la Commissione era a conoscenza della rete spionistica e non è intervenuta, l’Ue rischierebbe una nuova crisi politica. In ogni caso, l’episodio impone un rafforzamento della sicurezza interna e la creazione di meccanismi di controllo sulle attività delle rappresentanze nazionali presso le istituzioni europee. Secondo esperti di sicurezza, Mosca potrebbe tentare di sfruttare lo scandalo per minare ulteriormente l’unità del blocco, in particolare nei dossier su Ucraina, sanzioni ed energia.

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