Gli Stati membri dell’UE escludono il coinvolgimento militare nel conflitto tra Stati Uniti e Iran
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – I timori di una spirale di conflitto spingono l’Unione Europea a mantenere la propria distanza dalle tensioni attuali tra Stati Uniti e Iran. Di fronte alla minaccia di escalation nella regione, i leader europei hanno optato per la cautela, evitando un coinvolgimento diretto in una guerra, come già avvenuto durante il conflitto russo-ucraino, riporta Attuale.
Il presidente USA Donald Trump ha chiamato a raccolta i ministri degli Esteri dei Ventisette, che hanno manifestato all’unisono la contrarietà all’invio di navi da guerra nello Stretto di Hormuz. “Nei nostri colloqui è emersa la chiara volontà di rafforzare la missione Aspides. Tuttavia, per il momento, non c’è alcuna intenzione di modificarne il mandato”, ha affermato l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas a conclusione della riunione a Bruxelles, chiarendo che “l’Europa non fa parte di questa guerra” e che “non abbiamo iniziato questa guerra, la guerra e gli obiettivi politici non sono chiari”.
La missione Aspides, guidata dalla Grecia, comprende attualmente tre navi militari (francese, greca e italiana) e opera nel Mar Rosso per proteggere il traffico mercantile dalle minacce degli Houthi, alleati dell’Iran. Kallas ha insistito che “non c’è appetito tra i Ventisette a inviare le navi oltre la linea di Muscat; nessuno vuole entrare attivamente in questo conflitto”.
Le pressioni di Trump non hanno sortito effetto, stesso destino che avevano incontrato in precedenza quando si trattava della sovranità della Groenlandia. Durante una telefonata con il Financial Times, Trump ha dichiarato che “è giusto che coloro che beneficiano dello Stretto di Hormuz contribuiscano a garantire che non accada nulla di male”, rimarcando l’importanza del petrolio del Golfo per Europa e Cina. “Se non ci sarà alcuna risposta o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto dannoso per il futuro della NATO”, ha aggiunto.
In una conferenza stampa improvvisata al Kennedy Center di Washington, Trump ha nuovamente fissato il suo approccio, affermando: “Non cerco di convincerli a tutti i costi, perché il mio atteggiamento è: non abbiamo bisogno di nessuno“.
All’interno dell’UE, i paesi si sono mostrati uniti nel non volere un coinvolgimento diretto. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che “è sempre stato chiaro che questa guerra non è una questione della NATO”, evidenziando l’assenza di una decisione collettiva su un possibile intervento militare da parte della Germania. “Non lo faremo”, ha ribadito.
Attualmente, i paesi Ue, inclusa la Francia, non prevedono di inviare navi nel Golfo, nonostante le insinuazioni di Trump. Il presidente francese Macron aveva discusso l’idea di una missione internazionale “puramente difensiva” solo dopo la fase più acuta del conflitto, ma ciò non è accaduto. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato che “sulla questione di Hormuz deve prevalere la via diplomatica”, confermando che l’attuale mandato di Aspides rimane inalterato.
La posizione di Londra è simile, nonostante le critiche di Trump. Il premier Keir Starmer ha dichiarato: “Non ci lasceremo trascinare in una guerra più ampia” e ha assicurato di star collaborando con i partner per un “piano collettivo praticabile” per la riapertura dello Stretto di Hormuz.