«Vogliono equiparare lo stipendio dei deputati a quello dei senatori», affermano i 5 Stelle. Tuttavia, il vicepresidente della Camera chiarisce: «Il mio ordine del giorno non è mai stato depositato, non esiste. Ed era dedicato ai lavoratori», riporta Attuale.
In relazione ad alcune notizie infondate diffuse da chi cerca di alterare la realtà per trarne profitto, il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, ha dichiarato che gli ordini del giorno a lui intestati sono orientati a migliorare le condizioni lavorative dei dipendenti ex precari ora integrati nella società in house Cd Servizi. Questi lavoratori, tuttavia, continuano a subire penalizzazioni a causa di turni che compromettono le loro retribuzioni, rendendole insostenibili per chi ha una famiglia a carico e per coloro che sono ancora in precariato e prestano servizio alla Camera dei Deputati, la cui situazione non è stata ancora risolta. L’obiettivo è di affrontare questa questione durante la sessione del Bilancio della Camera.
Cosa è successo
Il Movimento 5 Stelle ha espresso critiche nei confronti di un ordine del giorno presentato da Rampelli, in cui si sollecita un confronto con il Senato per ridurre le differenze normative tra i due rami del Parlamento. Rampelli ribatte: «L’ordine del giorno di cui si parla è inesistente; non può neppure essere considerato ritirato poiché non è mai stato presente negli atti ufficiali. La mia proposta informale era quella di lavorare per equiparare le norme tra Camera e Senato a favore della nostra amministrazione e dei suoi dipendenti, di cui sono responsabile in qualità di vicario del CAP (Comitato Affari del personale)».
«Ordine del giorno mai presentato»
Michele Gubitosa, vicepresidente del M5s, ha accusato: «Fratelli d’Italia sta tentando di aumentare gli stipendi dei deputati e reintrodurre i vitalizi». Secondo Gubitosa, nell’ordine del giorno presentato al Bilancio della Camera, c’è la previsione di equiparare il trattamento economico dei deputati a quello dei senatori, il che comporterebbe un incremento degli stipendi e il ripristino dei vitalizi che erano stati cancellati dal M5S. Rampelli ha risposto: «La questione è seria; la Camera ha dovuto indire concorsi per assumere centinaia di nuovi dipendenti a causa dei fisiologici pensionamenti. Questi concorsi i costi sono elevati, e poiché i nuovi assunti possono subito richiedere il trasferimento al Senato, ciò porta a dover bandire ulteriori concorsi. Ho anche cercato di rassicurare coloro che sono scettici riguardo a queste questioni, escludendo dal testo definitivo parlamentari ed ex parlamentari. Tuttavia, desidero ribadire che il mio ordine del giorno non è mai stato depositato, non esiste. Infine, aggiungo che l’abolizione dei vitalizi è stata decisa da una maggioranza di centrodestra, mentre il M5S non era ancora attivo in politica».