Macron: il ruolo della Francia e dell’UE nella sicurezza dell’Ucraina
DALLA NOSTRA INVIATA
PARIGI – «Penso che Putin voglia la pace? La risposta è no: credo che voglia la capitolazione dell’Ucraina». Con queste parole il presidente Emmanuel Macron ha ribadito la sua posizione fermamente critica nei confronti dei piani russi, mentre si trova a Washington per accompagnare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella sua visita. Sebbene l’Eliseo riconosca che gli Stati Uniti stiano cercando un accordo, Macron esprime scetticismo riguardo alla loro diplomazia, descrivendola come «un battello ebbro», citando anche il poeta Rimbaud. La missione del presidente americano, che tornerà dall’Alaska con la necessità di raggiungere un’intesa globale, sembra seguire la linea di pensiero di Putin.
Ora Macron ha il compito di mantenere il controllo della situazione, cercando al contempo di esprimere un ruolo proattivo e convinto nella garanzia della sicurezza dell’Ucraina, in un contesto definito «nell’ora dei predatori», un concetto tratto dal libro di Giuliano da Empoli, che Macron ha letto e citato più volte.
Domenica, dopo una conferenza stampa a Bormes-les-Mimosas, Macron ha anche lasciato intendere che Zelensky potrebbe essere disposto a fare alcune concessioni territoriali, se ciò si rivelerà necessario per la sicurezza del suo paese. Tuttavia, sostiene l’Eliseo, il ruolo di Parigi e delle altre capitali occidentali deve essere selettivo e diretto: non basta fare riferimento all’Articolo 5 del Trattato NATO, che prevede un intervento collettivo in caso di attacco. Macron lo considera una solida base, ma afferma che è necessario andare oltre, offrendo un «aiuto concreto sul campo».
«Un esercito ucraino robusto che noi europei e americani dovremo formare, equipaggiare e finanziare affinché possa resistere», ha chiarito Macron. Un altro punto cruciale riguarda la necessità di definire una forza di rassicurazione schierata a Kiev e lungo la linea del fronte per garantire la stabilità e la pace.
Macron ha avvertito che le semplici firme su accordi non sono sufficienti, richiamando l’attenzione sul fatto che Mosca ha più volte violato tali accordi, includendo gli impegni presi a Budapest nel 1994, quando l’Ucraina ha ceduto il suo arsenale nucleare in cambio di garanzie di sovranità e indipendenza. La felpa indossata dal capo della diplomazia russa al vertice di Anchorage non ha rassicurato i francesi, che ritengono che non si debba tornare indietro. Riferisce Attuale.
Mah, che situazione complicata… Macron ha ragione a essere scettico, ma io mi chiedo: quanto può l’Europa fare davvero? I nostri governi sembrano spesso impotenti di fronte a queste dinamiche internazionali. Serve un’azione più decisa, ma è difficile da ottenere!