Il nuovo sindaco di New York revoca misure contro l’antisemitismo, suscitando forti critiche
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha revocato misure contro l’antisemitismo subito dopo il suo giuramento avvenuto sul Corano, attirando critiche da più parti, inclusi diversi rappresentanti politici e organizzazioni ebraiche. Tra le misure annullate vi è l’ordinanza che adottava la definizione fornita dall’International Holocaust Remembrance Alliance, che equiparava alcune forme di critica a Israele all’antisemitismo. Questo cambiamento ha suscitato preoccupazioni significative, riporta Attuale.
La revoca di queste misure è stata definita «irresponsabile» dal ministero degli Esteri israeliano, che ha accusato Mamdani di «gettare benzina antisemita sul fuoco». Anche varie organizzazioni ebraiche, tra cui la Federazione UJA di New York e il Consiglio dei rabbini di New York, hanno espresso la loro indignazione, dichiarando che tali decisioni minano «significative protezioni contro l’antisemitismo». La consigliera comunale repubblicana di Brooklyn, Inna Vernikov, ha commentato che la revoca di queste politiche rappresenta una minaccia ai diritti degli ebrei e ha avvertito che gli antisemiti «stanno arrivando», incoraggiati da queste decisioni.
In risposta alle critiche, Mamdani ha affermato durante una conferenza stampa che alcune organizzazioni ebraiche condividono le sue preoccupazioni riguardo alla definizione ampliata dell’antisemitismo. Ha garantito il suo impegno a «proteggere gli ebrei newyorkesi», evidenziando che ha mantenuto attivo l’ufficio per la lotta contro l’antisemitismo e che la questione è una priorità per la sua amministrazione.
Le misure di Mamdani stanno suscitando attenzione anche in Italia. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha descritto il primo atto del sindaco come preoccupante, sottolineando la contraddizione tra le sue promesse di inclusione e le azioni che danneggiano le comunità ebraiche. Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva, ha commentato che la scelta di indebolire misure contro l’antisemitismo è un segnale allarmante, suggerendo che per una certa sinistra gli interessi della comunità ebraica sono secondari rispetto ad altre politiche sociali.