Manildo: “Non sono un kamikaze, in Veneto si può vincere”

22.10.2025 07:15
Manildo: "Non sono un kamikaze, in Veneto si può vincere"

Giovanni Manildo si prepara a sfidare il centrodestra in Veneto

“Non sono un kamikaze”. Giovanni Manildo, candidato del Pd per la coalizione di centrosinistra in Veneto, si prepara a una sfida che molti considerano rischiosa ma che lui affronta con determinazione. Questo avvocato ha già sorpreso nel 2013, sconfiggendo il candidato leghista Giancarlo Gentilini e diventando sindaco di Treviso. La domanda ora è: può ripetere un simile successo?

“Sì. Dopo trent’anni di governo di centrodestra e quindici anni sotto la presidenza di Luca Zaia, avverto un forte desiderio di cambiamento. Molti vedono le elezioni regionali come un’opportunità per voltare pagina, il che mi fa ben sperare”, ha dichiarato Manildo.

Ma come si può capovolgere un esito che appare già scontato? “È possibile grazie al supporto di tutti. Ho una coalizione ampia, dai Cinque Stelle ad Avs fino al centro riformista. Sono entusiasta di questa sfida e della nostra campagna, che rispecchia la voglia di cambiamento che si avverte in Veneto, specialmente dopo l’ultimo mandato di Zaia, che ha mostrato segni di stanchezza”, ha aggiunto.

Nonostante la popolarità di Zaia, Manildo sottolinea le debolezze dell’attuale amministrazione, in particolare nella sanità. “Zaia non ha affrontato le criticità nel sistema sanitario. Il Veneto ha smesso di puntare al massimo, e i suoi problemi con le liste d’attesa e la carenza di personale sono evidenti. Propongo un piano straordinario per le assunzioni e una riorganizzazione dei distretti per ridurre i tempi d’attesa”, ha spiegato.

Inoltre, Manildo evidenzia che il Veneto ha subito un calo della produttività, ponendolo sotto la media italiana. “Il nostro sistema economico è in difficoltà”, ha affermato. Riguardo alla scelta di affrontare Alberto Stefani invece di Zaia, ha commentato: “È meglio iniziare una nuova pagina, quindi è giusto sfidare Stefani. Questo rappresenta un cambio di scena”, ha dichiarato.

Manildo riconosce che l’alleanza con il Movimento 5 Stelle potrebbe sembrare fragile, soprattutto dopo le elezioni europee del 2024, dove il Movimento ha ottenuto meno del 5% in Veneto. “Ma avere una coalizione così ampia è fondamentale per il nostro programma e per gli obiettivi concreti che vogliamo raggiungere”, ha aggiunto.

Allo stesso tempo, ha affermato che il suo compito è garantire una voce unica per la coalizione, nonostante le differenze tra i vari partiti. “L’apporto di chi, come Carlo Calenda, parla alle categorie produttive è essenziale”, ha sottolineato.

Infine, in merito alla questione dell’Autonomia, Manildo ha affermato: “Finora, l’Autonomia è stata più una bandiera che un obiettivo concreto. Dopo otto anni dal referendum regionale, ancora discutiamo sulle materie da trattare. Non sono contrario all’Autonomia, ma è necessario affrontarla con pragmaticità e dentro un contesto di Stato unitario”.

Riguardo alla debolezza del centrosinistra al Nord, Manildo ha dichiarato: “In Veneto, non abbiamo saputo cogliere le richieste del territorio. È giunto il momento di dimostrare che il centrosinistra può parlare a questa regione, più complessa di altre”, riporta Attuale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere