Marco Rubio guida la task force per le garanzie di sicurezza per l’Ucraina
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Marco Rubio guiderà la task force incaricata di elaborare una proposta relativa alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Fonti europee riferiscono che queste garanzie comprenderanno quattro componenti: presenza militare, difese aeree, armamenti e monitoraggio della cessazione delle ostilità. Rubio, che ricopre simultaneamente la carica di segretario di Stato e di consigliere per la Sicurezza nazionale, ha rilasciato diverse interviste nei giorni scorsi, sottolineando il suo ruolo cruciale nella spiegazione della politica estera dell’amministrazione Trump, in particolare grazie alla sua lunga esperienza. Sulle concessioni territoriali, ha dichiarato a Fox News: “Non è facile e forse non è neppure giusto, ma è necessario per porre fine alla guerra”, riporta Attuale.
La task force sarà composta da consiglieri per la sicurezza nazionale americani, europei e ucraini, oltre a rappresentanti della NATO. Entro una decina di giorni, secondo Zelensky, si prevede che venga elaborata una proposta dettagliata sulle garanzie di sicurezza, specificando chi sarà disposto a contribuire all’interno della “Coalizione dei volenterosi”. Rubio ha già avviato colloqui con i rappresentanti di sicurezza nazionali europei, iniziando un dialogo cruciale per la pianificazione della sicurezza regionale.
In merito alla presenza militare, Camille Grand, ex assistente segretario generale della NATO, ha suggerito al New York Times che una potenziale soluzione potrebbe prevedere lo schieramento di 15-20 mila truppe europee in Ucraina. Queste, note come “forza di rassicurazione”, opererebbero lontano dal fronte, ma fornirebbero supporto all’esercito ucraino. Ulteriori Paesi potrebbero contribuire con osservatori non armati sul confine, integrati dalla sorveglianza via satellite e droni. Rubio ha affermato a Fox che gli alleati europei e non europei stanno collaborando per costruire queste garanzie di sicurezza.
Durante una recente dichiarazione, Putin ha menzionato la possibilità di discutere il “principio delle garanzie di sicurezza”, indicando anche la Cina come potenziale garante. Gli Stati Uniti, per parte loro, potrebbero offrire supporto in termini di intelligence operativa e addestramento per le forze ucraine, senza un impegno diretto con l’invio di soldati. È emersa anche l’idea di un possibile “articolo 5”, un impegno formale che garantirebbe un intervento americano in caso di escalation del conflitto.
Il coinvolgimento dei leader militari della NATO è considerato fondamentale nella pianificazione delle garanzie di sicurezza. Oggi, si incontreranno per valutare le opzioni disponibili. Il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo della NATO e delle forze statunitensi in Europa, presenterà gli esiti di un incontro con Putin. Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha disposto la partecipazione del capo di Stato Maggiore della Difesa italiana, generale Luciano Portolano, ai colloqui con i rappresentanti militari delle nazioni coinvolte. In merito all’armamento, è stato riportato che Kiev ha proposto a Trump un acquisto di armi per un valore complessivo di 100 miliardi di dollari, finanziato dall’Europa, inclusa una cooperazione di 50 miliardi di dollari per la produzione congiunta di droni tra Ucraina e Stati Uniti.