María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana, vive in clandestinità denunciando il regime di Maduro
María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana, ha rilasciato un’intervista in cui denuncia le «elezioni farsa» del regime di Nicolás Maduro e critica la mancanza di azione della comunità internazionale. Attualmente ricercata e costretta a vivere in clandestinità, Machado non vede i suoi figli da un anno e mezzo, ma mantiene una determinazione incrollabile: «Io sarò presidente», riporta Attuale.
In una recente dichiarazione, ha ringraziato il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, e il presidente argentino Javier Milei per il loro sostegno al popolo venezuelano, esprimendo frustrazione verso l’Unione Europea che, a suo avviso, potrebbe fare di più nella lotta contro il regime. Ritiene che il mondo debba essere più attivo contro il «terrorismo di Stato» perpetrato da Maduro, citando oltre 950 prigionieri politici nel Paese, tra cui molti adolescenti e donne.
Machado ha dichiarato: «Il 28 luglio abbiamo vinto le elezioni, e quella vittoria è stata riconosciuta da vari Stati, inclusa l’Italia. Tuttavia, il regime ha iniziato subito a perseguitare gli oppositori». Secondo lei, Maduro usa la violenza e la repressione per mantenere il potere e ha trasformato il Venezuela in un rifugio per attività criminali.
Alla domanda sulla situazione attuale in Venezuela, ha risposto: «Il regime non è mai stato così debole. Maduro è isolato a livello internazionale, e recentemente il presidente Trump ha vietato le operazioni delle aziende petrolifere occidentali, il che sta creando tensioni all’interno della sua cerchia militare». Machado ha chiesto che i responsabili di crimini contro l’umanità siano perseguiti dalla Corte penale internazionale.
Quando le è stato chiesto sulla sorte di Maduro nel caso di un suo eventuale governo, ha risposto: «Dipende da lui se sceglierà di collaborare in un processo di transizione». La resistenza del popolo venezuelano, ha affermato, rimane forte nonostante le sfide e il terrore attuato dal regime.