Maria Rosaria Boccia a processo per il caso Sangiuliano dopo la chiusura delle indagini

21.07.2025 19:16
Maria Rosaria Boccia a processo per il caso Sangiuliano dopo la chiusura delle indagini

Secondo la procura di Roma, l’imprenditrice di Pompei avrebbe esercitato una pressione psicologica tale, con un controllo ossessivo sull’ex ministro, da indurlo a dimettersi, ormai travolto dallo scandalo, riporta Attuale.

La Procura di Roma ha ufficializzato la chiusura delle indagini preliminari riguardanti Maria Rosaria Boccia, un atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. L’imprenditrice, salita agli onori della cronaca per la relazione extraconiugale con l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, rischia di affrontare un processo per stalking, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione. Le indagini si riferiscono a comportamenti avvenuti tra maggio 2024 e aprile 2025, con le vittime che comprendono Sangiuliano, sua moglie e l’ex capo di gabinetto del ministero, Francesco Gilioli. Tra le accuse spicca il reato di false dichiarazioni nel curriculum presentato per ottenere incarichi di consulenza.

Stalking e pressioni psicologiche: la versione della procura

In base alla narrazione dei pm di Roma, a seguito della rottura della relazione, Boccia si sarebbe impegnata in un’azione di controllo ossessivo nei confronti di Sangiuliano. Le condotte descritte nell’atto d’accusa evidenziano pressioni psicologiche costanti, che avrebbero generato in lui «uno stato di ansia, paura e stress prolungato». Questi comportamenti, secondo l’accusa, hanno influito pesantemente sulla vita personale e pubblica dell’ex ministro, limitando la sua partecipazione a eventi ufficiali e comportando cambiamenti radicali nelle sue abitudini quotidiane. Inoltre, si sostiene che tali pressioni abbiano persino influito sulla sua decisione di dimettersi dall’incarico governativo.

L’aggressione fisica e ricatti: i fatti più gravi contestati

Tra gli episodi più gravi, spicca l’aggressione avvenuta il 17 luglio 2024 a Sanremo, dove Boccia avrebbe colpito Sangiuliano, causando una ferita al cuoio capelluto di oltre nove centimetri. Questo gesto è stato qualificato dai medici come lesione personale, trasformando quello che avrebbe potuto apparire come un semplice alterco in un reato di natura penale. Non meno inquietante è l’episodio del 9 agosto 2024: l’imprenditrice avrebbe costretto Sangiuliano a rivelare il tradimento alla moglie durante una telefonata, registrando in segreto la conversazione, di cui successivamente parte è stata divulgata dai media.

Le accuse di curriculum falsificato e accesso abusivo al cellulare

Un’altra accusa riguarda la presunta falsificazione del curriculum presentato per ottenere consulenze ministeriali: Boccia avrebbe omesso informazioni sui suoi incarichi societari per evitare conflitti di interesse. Ulteriori comportamenti contestati includono l’accesso non autorizzato al telefono personale di Sangiuliano, la sottrazione della fede nuziale e la pubblicazione di immagini private sui social media senza consenso. Un insieme di azioni che complessivamente dipingono un quadro di invasione sistematica nella vita dell’ex ministro.

Le false accuse sui fondi pubblici smentite dall’inchiesta

Infine, la Procura accusa Boccia di aver diffuso dichiarazioni false che hanno minato la reputazione di funzionari ministeriali, compreso l’ex capo di gabinetto Gilioli. Di particolare importanza è l’accusa riguardante la «propagazione pubblica» della falsa idea che le trasferte di Boccia fossero finanziate con fondi pubblici. Tale ipotesi è stata successivamente smentita dalle indagini, ma ha già contribuito a alimentare il caso politico che ha portato alle dimissioni di Sangiuliano dal governo Meloni.

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