Markov, ex consigliere del Cremlino: «Gli Usa si allineano a noi, ma la guerra prosegue»

17.08.2025 08:35
Markov, ex consigliere del Cremlino: «Gli Usa si allineano a noi, ma la guerra prosegue»

Le dichiarazioni di Sergei Markov rivelano le reali intenzioni della Russia in Ucraina

Le recenti affermazioni di Sergei Markov, ex consigliere di Vladimir Putin, evidenziano il chiaro obiettivo russo di promuovere un cambiamento radicale del regime politico in Ucraina. Secondo Markov, il Kremlin cerca di ottenere una neutralità garantita per l’Ucraina attraverso la pressione militare, a causa del rifiuto europeo di impegnarsi in trattative diplomatiche. Ecco quanto riporta Attuale.

Markov ha sottolineato che la Russia non sta perseguendo semplicemente una continuazione della guerra, bensì mira a “eliminare le cause principali della crisi”, dichiarando che la neutralità ucraina debba essere sancita dalla Costituzione e da un trattato internazionale. Ha espresso scetticismo riguardo alla disponibilità della premier italiana Giorgia Meloni a discutere con Putin questioni come la presunta denazificazione dell’Ucraina.

Riflettendo sulle recenti interazioni tra alti funzionari statunitensi e russi, ha affermato che si prevede un’azione militare nel Donbass, avvertendo che la situazione potrebbe risultare sanguinosa. “Ogni armistizio deve includere la restituzione del Donbass”, ha dichiarato, rimandando alla crisi risalente al 2014. Markov ha inoltre messo in discussione la possibilità di un cessate il fuoco, offrendo previsioni cupe sul futuro delle negoziazioni, stipulando che ci vorrà un accordo sostanziale per una vera pace.

Secondo Markov, l’entità delle richieste russe per un armistizio, che comprende non solo la denazificazione e la demilitarizzazione, ma anche garanzie contro la presenza di truppe straniere e la sospensione dell’invio di armamenti pesanti all’Ucraina, è improbabile venga accettata dall’Occidente. Ha affermato che tale pacchetto di condizioni è destinato a fallire.

Markov ha anche colto l’occasione per esprimere dubbi sulla reale volontà di Zelensky di ottenere un successo diplomatico nel suo prossimo incontro con Trump, sottolineando la difficoltà di raggiungere un consenso senza accettare le condizioni di Mosca. “Zelensky è un negoziatore abile, ma non è chiaro se possa ottenere risultati significativi”, ha riassunto Markov.

Infine, alla domanda se ci sia rischio di escalation tra Russia ed Europa, Markov ha ribadito che non vede tali rischi imminenti, interpretando l’atteggiamento europeo come un tentativo di giustificarsi politicamente, piuttosto che come una vera intenzione bellica. “L’Europa ha solo bisogno di simulare una guerra contro la Russia per non sentirsi inutile”.

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