Marwan Barghouti: Un Leader in Rianimazione Politica e Sociale
DALLA NOSTRA INVIATA
RAMALLAH – Qadura Fares esprime il suo rammarico per la situazione attuale di Marwan Barghouti, leader palestinese imprigionato da 23 anni. Barghouti, condannato a cinque ergastoli per presunti omicidi, è visto da molti come un simbolo della resistenza palestinese e un possibile unificatore del popolo. Fares, ex ministro dei Detenuti dell’Autorità Palestinese, ricorda il tentativo nel 2004 di convincere Barghouti a ritirare la sua candidatura alle elezioni presidenziali, ma ora lamenta la sua assenza continuata dalla scena politica, sottolineando che «la sua ennesima non scarcerazione è un colpo al cuore», riporta Attuale.
Barghouti è percepito come un eroe dalla popolazione palestinese e un terrorista da parte di Israele. La sua figura emerge costantemente nei negoziati tra il governo israeliano e l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) o Hamas; tuttavia, la sua liberazione non si è mai concretizzata. Fares segnala che «con lui ci sarebbe la pace: crede nella soluzione dei due Stati».
Nella storia recente, diversi leader israeliani avevano considerato Barghouti come un interlocutore chiave. Nel 2006, durante il governo di Ehud Olmert, ci sono stati tentativi di dialogo, ma nessuna liberazione è seguita. Anche nel 2008, nonostante le promesse di includerlo in uno scambio detentivo, il risultato è stato il medesimo: Barghouti rimane dietro le sbarre.
Il rapporto di Barghouti con la politica israeliana è complesso e articolato. In occasione di uno scambio avvenuto nel 2011, dove sono stati liberati 1.027 prigionieri palestinesi, Barghouti appariva in cima alla lista dei desideri, eppure la speranza di vederlo libero è svanita nuovamente. La sua immagine si associa a quella di Yasser Arafat, presente in molti mercati di Ramallah accanto a graffiti che lo ritraggono, sottolineando l’impatto duraturo del suo simbolismo.
Recentemente, Barghouti è riapparso in un video che mostra le condizioni dure dei prigionieri, mentre la sua famiglia denuncia torture subite. I dubbi su un possibile futuro rilascio si intensificano, complice l’incertezza nella geopolitica regionale, lasciando aperti interrogativi su quale ruolo potrebbe giocare l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel tentativo di negoziare la sua libertà.