Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha utilizzato le celebrazioni del Giorno della Memoria al Quirinale per esprimere il suo sostegno alla senatrice a vita Liliana Segre, recentemente bersaglio di attacchi. «Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l’affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità», ha dichiarato Mattarella. Il Capo dello Stato ha ribadito come il razzismo e l’antisemitismo si caratterizzino per la volgarità e l’imbecillità, fenomeni riconosciuti dalla legge come reati. Ha inoltre rinnovato la riconoscenza della Repubblica a Segre per la sua testimonianza degli orrori della Shoah e per il suo messaggio di «rigetto dell’odio, della vendetta, della violenza», riporta Attuale.
Liliana Segre: «Non si usi Gaza contro il giorno della Memoria»
Prima dell’intervento di Mattarella, la senatrice Segre ha affermato: «Si può e si deve parlare di Gaza nel giorno della Memoria: si può parlare di Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa l’umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria. Non può succedere che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora».
Segre ha sottolineato l’importanza del Giorno della Memoria: «Non è per gli ebrei. È principalmente per tutti gli altri. Serve per ricordare la nostra storia, quello che fece l’Italia fascista di allora, la Germania nazista e molti stati europei contro le razze considerate inferiori». Ha ricordato l’atto di opporsi al regime, citando i giusti che cercarono di salvare i perseguitati, e ha espresso incredulità di fronte alle attuali manifestazioni di prepotenza dei leader mondiali, sottolineando l’importanza dell’Europa come speranza in questo momento critico.
Appello all’Europa contro il riemergere dell’antisemitismo
Mattarella ha lanciato un allarme sul ripresentarsi di manifestazioni antisemite e razziste in Europa, definendole «indice di alta pericolosità», richiedendo «un’azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea». Ha evidenziato come le menzogne riguardanti la disuguaglianza tra esseri umani abbiano alimentato i totalitarismi del Novecento e continuino a nutrire razzismo e antisemitismo. «A queste menzogna attingono oggi i despoti, gli aggressori», ha aggiunto, tracciando un parallelismo con la propaganda nazifascista del passato e le attuali derive autoritarie.
L’orrore della Shoah
Nel suo intervento, il presidente ha ricordato la sistematicità dello sterminio nazista, affermando che «mai nella storia dell’uomo uno sterminio era stato così lungamente progettato e così accuratamente programmato». Ha narrato storie tragiche di vittime italiane della Shoah, sottolineando che «tutte le violenze sono inaccettabili, ma quelle contro i bambini addolorano le coscienze». Ha evocato il terrore dei lager, descrivendolo come frutto di un «sistema di morte» costruito con determinazione.
La responsabilità del fascismo italiano
Mattarella ha espresso dure critiche sulla complicità italiana nella Shoah, affermando: «Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la persecuzione e la morte dei nostri concittadini ebrei, traditi dalle leggi razziali del fascismo». Ha descritto la menzogna della superiorità razziale come nata nei circoli fascisti, e ha denunciato la campagna di propaganda che ha condotto alla persecuzione di sei milioni di ebrei, oltre ai rom, sinti, omosessuali e disabili.
La Repubblica nata contro le ideologie di morte
Mattarella ha affermato che «La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie». Ha citato il rabbino capo di Roma, sottolineando come la riflessione sugli orrori della Shoah abbia guidato alla fondazione di una nuova società italiana. Ha concluso dicendo che la Repubblica è sorta «dal sangue innocente dei deportati».
«Nessuno spazio per chi predica odio»
In conclusione, Mattarella ha ribadito: «Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo pericolosamente riemergente». Ha sottolineato che commemorare la Shoah è un dovere e un impegno per garantire il rispetto della dignità umana e della democrazia.