Mauritius: il premier Ramgoolam affronta disordini e debito mentre cerca diversificazione economica

04.11.2025 15:35
Mauritius: il premier Ramgoolam affronta disordini e debito mentre cerca diversificazione economica

Incertezze economiche a Mauritius: il governo di Ramgoolam alle prese con le sfide

Il primo ministro di Mauritius, Navin Ramgoolam, deve affrontare un’ondata di malcontento e debito mentre guida l’isola verso la diversificazione e il rinnovamento, riporta Attuale.

Tradizionalmente riconosciuta per la sua stabilità nello sviluppo socioeconomico, Mauritius si trova ora ad affrontare una serie di sfide che mettono in discussione il suo sistema di crescita, storicamente sostenuto da settori come i servizi finanziari, il turismo, lo zucchero e il tessile.

I settori chiave stanno mostrando segni di affaticamento e il paese, con una popolazione di 1,26 milioni di abitanti, non può più operare come se nulla fosse cambiato. L’inflazione, il debito crescente e gli shock globali hanno intensificato il malcontento generale. L’afflusso di investimenti diretti esteri (FDI) è diminuito, complicato da una tariffa del 15% imposta dall’amministrazione Trump e da una carenza di manodopera dovuta a una popolazione in invecchiamento.

“Mauritius rimane su un cammino promettente, ma deve evolvere rapidamente i suoi quadri politici per far fronte alle crescenti pressioni e incertezze globali e interne”, afferma Dr. Dev K (Roshan) Boojihawon, professore associato di strategia e affari internazionali all’Università di Birmingham, nel Regno Unito.

I dati economici evidenziano chiaramente lo stato attuale di Mauritius: la crescita economica è scesa al 4,7% nel 2024, rispetto al 5% dell’anno precedente, con una previsione di solo il 3% per l’anno in corso. Allo stesso tempo, un’inflazione del 5,2% su base annua e la svalutazione della valuta locale, la rupia, stanno causando notevoli difficoltà. Il debito pubblico, attualmente intorno ai 12 miliardi di dollari, rappresenta quasi il 90% del PIL, alimentando preoccupazioni ulteriori.

Inoltre, secondo il Rapporto sull’Investimento Mondiale 2025 dell’UNCTAD, si prevede un calo degli FDI del 10%, scendendo così a 681 milioni di dollari, con i progetti greenfield che hanno subito un crollo del 66%.

Per Ramgoolam, che è al potere da meno di un anno dopo una vittoria schiacciante, la luna di miele politica sembra essere già giunta al termine. Sebbene stia cercando di placare il malcontento pubblico ereditato con soluzioni popolari come la riduzione dell’aliquota IVA sui beni di prima necessità e la lotta alla corruzione, la disaffezione cresce. La decisione di innalzare l’età pensionabile da 60 a 65 anni, ad esempio, ha scatenato manifestazioni nel mese di giugno.

Per garantire stabilità e sviluppo a lungo termine, molti esperti affermano che la diversificazione economica è fondamentale. “Mauritius richiede un cambiamento delle politiche verso un’economia più equa, pronta per il futuro e socialmente inclusiva”, sostiene Nafisah Jeehoo, Senior Associate presso l’ufficio di Bowmans a Mauritius.

Il governo sembra aver compreso l’urgenza di questa necessità, orientando il bilancio 2025-26 attorno ai temi del rinnovamento economico, della consolidazione fiscale e di un nuovo ordine sociale. Le immediatе iniziative mirano a sostenere ricerca e sviluppo, favorire l’innovazione e creare un ambiente in cui le imprese possano prosperare. Questo include nuovi incentivi fiscali per l’intelligenza artificiale, gli asset digitali e i settori creativi, suggerendo che Mauritius sta cercando di sognare in grande nel perseguire la crescita guidata dal settore privato.

Nutrire industrie innovative è cruciale per una rapida ripresa degli FDI. Nonostante la scarsità di terra per grandi progetti, l’isola può ancora esplorare nuove frontiere come i servizi oceanici, le energie rinnovabili, l’agritech, il fintech, le tecnologie educative e sanitarie, e la logistica. Tuttavia, Mauritius deve affrontare una forza lavoro in contrazione e la vulnerabilità ai cambiamenti climatici, fattori che aumentano il rischio percepito dal mercato. Le competizioni con paesi come il Marocco e il Ruanda, che stanno costruendo economie fondate su innovazioni tecnologiche, si intensificano.

Queste sfide richiedono dunque a Mauritius di adottare approcci creativi per sfuggire alla trappola di una crescita lenta prolungata. Un hub finanziario vibrante e politiche solide, comprese intese commerciali e trattati di doppia imposizione, contribuiscono a salvaguardare l’attrattività del paese. Tuttavia, costruire resilienza rimane fondamentale. “Investire nella resilienza non è solo un costo, ma una mossa strategica per migliorare la competitività”, afferma Boojihawon.

Un accordo di maggio ha risolto una controversia storica con il Regno Unito sulla sovranità delle Isole Chagos, considerato da molti come un colpo da maestro per il futuro di Mauritius. Questo ha elevato il profilo internazionale del paese e accresciuto la fiducia degli investitori. Se ben sfruttato, potrebbe sbloccare investimenti in settori come il marittimo, l’energia offshore, la pesca, le infrastrutture sottomarine e la ricerca scientifica.

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