Maxi inchiesta su Phica.eu e gruppo Facebook ‘Mia Moglie’ per pubblicazione di foto di donne senza consenso

03.09.2025 16:15
Maxi inchiesta su Phica.eu e gruppo Facebook 'Mia Moglie' per pubblicazione di foto di donne senza consenso

Inchiesta sui siti sessisti: le autorità italiane intensificano le indagini

Roma, 3 agosto 2025 – Una maxi inchiesta è in fase di avvio in relazione alla diffusione di siti sessisti che pubblicano foto di donne senza il loro consenso, accompagnate da commenti volgari e insulti, riporta Attuale.

I pubblici ministeri di Roma attendono una prima informativa della polizia Postale riguardo alla piattaforma Phica.eu, dove sono state caricate anche immagini di politiche, influencer e attrici. Non si esclude che i magistrati possano includere questa indagine all’interno di un fascicolo già aperto sul gruppo Facebook ‘Mia Moglie’ per revenge porn.

Il procedimento sarà diretto dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Si prevede che altre indagini riguardanti siti sessisti vengano riunite nel fascicolo di Roma.

Le indagini continuano a rivelare sorprese, in particolare sull’analisi della struttura e dei contenuti dei siti. Sono emerse implicazioni che potrebbero portare alla scoperta di altri possibili reati, inclusa la παρουσία di foto di minori. L’amministratore di Phica.net, in una discussione di febbraio 2022, menzionava che “minorenni vestiti” possono essere accettati, e che i link con minori nudi o in intimo “sono vietati e da segnalare se trovati”.

In aggiunta, la procura di Firenze ha avviato un’inchiesta per diffamazione ai danni della sindaca Sara Funaro, a seguito della diffusione di foto della prima cittadina su un sito sessista. La Funaro ha presentato una denuncia e l’indagine fiorentina risulta parallelamente alla ricerca condotta dalla procura di Roma.

Alex Orlowsky, esperto di cyberintelligence, ha analizzato la rete di soggetti, domini e società collegate a Phica.net, evidenziando come l’attività risalga a venti anni fa. “Vittorio Vitiello era l’admin – spiega – ma era tutta la società dietro. Coloro che monetizzavano su questo sito sono esperti di pornografia amatoriale, e il reato si configura laddove si monetizzava sui contenuti illegali caricati”.

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