Il gruppo Mediolanum, detentore di una quota del 3,49%, si è dichiarato favorevole all’offerta pubblica sulla Banca Generali durante l’assemblea di Piazzetta Cuccia, prevista per lunedì 16 giugno. Anche Norges Bank, il fondo sovrano della Norvegia, e Calpers della California hanno fatto sentire la loro approvazione, contribuendo a formare un fronte di investitori istituzionali a sostegno dell’operazione, riporta Attuale.
I consigli di amministrazione di Banca Mediolanum e Mediolanum Vita, branche della famiglia Doris, hanno concordato di esprimere un voto favorevole all’Ops su Banca Generali. I due consigli hanno ritenuto vantaggiose le prospettive di sviluppo industriale e gli scenari finanziari legati a tale operazione. Questo accentua il supporto per l’offerta di Mediobanca, finalizzata alla creazione di un polo italiano del risparmio con un patrimonio complessivo stimato a 220 miliardi.
Norges Bank a favore dell’offerta
La Norges Bank ha espresso oggi il proprio supporto all’operazione, detentore nel 2024 dell’1,45% di Mediobanca. Tale approvazione rispecchia le posizioni di diversi fondi pensione statunitensi, tra cui New York City Comptroller, Calstrs, Florida State Board of Administration, e le opinioni degli asset manager Calvert e Praxis. Questi ultimi hanno seguito le indicazioni positive dei consulenti proxy Glass Lewis e Iss riguardo all’offerta di Mediobanca. Gli investitori istituzionali internazionali, che possiedono circa il 45% del capitale di Piazzetta Cuccia, hanno storicamente sostenuto i piani del management, insieme a una consistente parte del retail, tradizionalmente in favore della direzione della banca.
Analisi positiva da parte degli esperti
Diversi analisti indipendenti, tra cui quelli di Autonomous, hanno confermato che l’operazione su Banca Generali mantiene aperte diverse opzioni strategiche in un momento decisivo per la banca. Un rapporto di ricerca dettagliato analizza le dinamiche di aggregazione nel wealth management, confrontando questa offerta con quella di Monte dei Paschi di Siena per Mediobanca. Gli analisti sottolineano che, data la scelta, sarà cruciale valutare i vantaggi e svantaggi di entrambe le operazioni in relazione alla credibilità delle sinergie proposte e alla forza di potenziale re-rating del titolo.
Elevata affluenza attesa all’assemblea
Le prime analisi indicano che l’assemblea del 16 giugno avrà una partecipazione elevata, probabilmente la più alta per Mediobanca. Già nel 2023, in vista del rinnovo del consiglio, era stato registrato un afflusso record del 76,7%. Le proiezioni attuali indicano che la partecipazione potrebbe superare l’80%, con alcune fonti che prevedono addirittura un’affluenza dell’82%. Se questi numeri si confermeranno, per l’approvazione dell’Ops sarà necessario raccogliere oltre il 40% delle azioni totali, corrispondente a oltre il 50% più una azione. Maggiore sarà l’affluenza, più sarà vitale reperire consensi.
Contrarietà di Caltagirone
Francesco Gaetano Caltagirone e il suo gruppo hanno espresso il loro dissenso nei confronti dell’offerta su Banca Generali, definendola priva di senso industriale, e hanno richiesto ufficialmente il rinvio dell’assemblea della settimana scorsa. Esiste la possibilità che altre entità romane, comprese casse previdenziali e fondazioni che hanno recentemente incrementato le loro partecipazioni, possano allinearsi contro l’operazione. Resta da definire la posizione di Delfin.