Meloni critica la reazione israele e sostiene la legittimità di uno Stato palestinese

26.09.2025 07:05
Meloni critica la reazione israele e sostiene la legittimità di uno Stato palestinese

Discorso di Meloni all’Onu: una critica alla reazione israeliana e un piano per la Palestina

Durante il suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu, Giorgia Meloni ha espresso una forte critica alla reazione di Israele dopo l’attacco del 7 ottobre, sottolineando che la “reazione a un’aggressione deve sempre rispettare il principio di proporzionalità”. Meloni ha affermato che la guerra su larga scala a Gaza ha superato il limite, coinvolgendo in maniera eccessiva la popolazione civile palestinese, e ha dichiarato: “Israele non ha il diritto di impedire che domani nasca uno Stato palestinese, né di costruire nuovi insediamenti in Cisgiordania al fine di impedirlo”. Questo contesto spinge l’Italia a considerare l’approvazione di sanzioni proposte dalla Commissione europea, riferisce Attuale.

La posizione italiana, tuttavia, rimane cauta e simile a quella dell’amico Trump. Meloni ha ribadito le due “precondizioni irrinunciabili” per il riconoscimento dello Stato palestinese: il rilascio degli ostaggi e la rinuncia di Hamas a ruoli nel futuro governo. Si fa strada il piano sostenuto da Tony Blair per una transizione gestita da un’autorità indipendente con il supporto dei Paesi arabi, che sarà alla base di una mozione che il centrodestra presenterà il 2 ottobre in Parlamento. Meloni ha insistito anche sul fatto che “È Hamas ad aver scatenato la guerra” e che la responsabilità deve essere attribuita a chi ha dato inizio al conflitto.

Il discorso di Meloni si è concentrato anche sulle implicazioni della politica internazionale e sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, collegando la situazione a Mosca. Ha affermato: “Attaccando Kiev, la Federazione russa ha calpestato l’articolo 2 dello Statuto dell’Onu” e che queste azioni hanno avuto effetti destabilizzanti e determinato ulteriori crisi globali.

Meloni ha dedicato gran parte dei suoi sedici minuti di intervento a una riforma radicale dell’Onu e ha sottolineato l’urgenza di un’istituzione “efficiente e trasparente”. Ha lamentato i danni provocati da una “globalizzazione fideistica” e ha proposto di riscrivere le convenzioni internazionali, in particolare quelle riguardanti la migrazione e l’asilo. Ha criticato le interpretazioni ideologiche di tali convenzioni da parte di magistrature politicizzate, accusandole di violare il diritto e proteggere criminali sotto il pretesto dei diritti civili.

Nell’analisi della crisi industriale in Occidente, Meloni ha puntato il dito anche contro il Green Deal, affermando che sta portando a una deindustrializzazione e che la situazione diventerà sempre più grave se non verranno fermati i modelli di produzione insostenibili. Ha sottolineato come questo ecologismo ideologico stia “quasi distruggendo il settore dell’automobile in Europa”.

In sintesi, Meloni presenta una strategia politicamente accorta e mediata con le esigenze europee, quella che si può definire una versione della strategia di “the Donald” e dei suoi MAGA. Dopo il suo ritorno a Roma, ha commentato favorevolmente sui social il parallelismo con Trum, affermando che “essere accostata a lui è motivo di orgoglio”. In un Occidente diviso, la destra rimane unita.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere