Meloni denunciata per concorso in genocidio alla Corte penale internazionale con Tajani e Crosetto

07.10.2025 21:45
Meloni denunciata per concorso in genocidio alla Corte penale internazionale con Tajani e Crosetto

Meloni e altri funzionari italiani denunciati per genocidio presso la Corte penale internazionale

Giorgia Meloni ha annunciato di essere stata denunciata per concorso in genocidio alla Corte penale internazionale, insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani, al ministro della Difesa Guido Crosetto e a Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, azienda italiana che produce mezzi militari. La presidente del Consiglio ha fatto questa dichiarazione su Rai 1, commentando le recenti mobilitazioni a sostegno della popolazione palestinese e della Global Sumud Flotilla, riportano Attuale.

Meloni non ha fornito ulteriori dettagli sulla denuncia, né ha specificato la fonte. Tuttavia, è noto che il gruppo Giuristi e avvocati per la Palestina, composto da oltre 50 membri tra avvocati, politici ed esperti, aveva annunciato la intenzione di presentare tale denuncia, supportata da oltre 33mila cittadini.

La Flotilla, descritta come la più grande iniziativa indipendente per portare cibo e beni di prima necessità nella Striscia di Gaza, è stata bloccata la settimana scorsa con l’abbordaggio delle sue imbarcazioni da parte delle forze militari israeliane. Il governo italiano aveva esercitato pressioni affinché la Flotilla cessasse, sia per garantire la sicurezza dei partecipanti, tra cui alcuni parlamentari ed europarlamentari italiani, sia per evitare un aumento delle tensioni con Israele.

Alla fine di settembre, dopo che alcune imbarcazioni della Flotilla erano state colpite, Meloni aveva definito l’iniziativa “irresponsabile”. Crosetto, dal canto suo, aveva dichiarato che il governo non poteva garantire la sicurezza degli attivisti una volta che le barche fossero entrate nelle acque controllate da Israele. Durante il programma Porta a Porta, Tajani aveva commentato che “il diritto [internazionale] vale fino a un certo punto”.

Gianluca Vitale, avvocato e portavoce del gruppo Giuristi e avvocati per la Palestina, ha affermato che l’Italia non solo si è astenuta dal prevenire il genocidio, ma ha continuato a sostenerlo. Il gruppo sostiene che il governo italiano abbia offerto supporto politico al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu senza mai contraddire le sue politiche, legittimando così il blocco navale imposto da Israele e non proteggendo i cittadini italiani e gli attivisti coinvolti nell’iniziativa. In relazione a Leonardo, l’accusa è quella di continuare a fornire tecnologie militari e supporto a Israele.

Il gruppo ha chiesto alla Corte di avviare un esame preliminare e valutare la possibilità di un’indagine formale. Meloni ha commentato: “Credo che non esista un altro caso al mondo e nella storia di una denuncia del genere”, aggiungendo che “non si ha più il senso delle parole che si usano per fare propaganda”.

Riguardo agli scioperi e alle manifestazioni di sostegno alla Palestina, Meloni ha espresso rispetto per coloro che sono scesi in piazza, ma ha definito lo sciopero generale come un’azione pretestuosa. Infine, alludendo ai lanci di fumogeni e bottiglie da parte di alcuni manifestanti durante gli scontri a Roma, ha affermato che tali atti erano “già organizzati e preordinati”.

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