Meloni sul cinema: dieci fascicoli aperti su film sospetti

05.07.2025 06:15
Meloni sul cinema: dieci fascicoli aperti su film sospetti

Problemi nel Settore Cinematografico Italiano: L’ombra del Tax Credit

Il dibattito attuale sul cinema italiano è stato riavviato da Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura, il quale ha avuto modo di esprimere le sue critiche in seguito a eventi recenti come quello del film fantasma di Kaufmann. Questo sarebbe stato un finto regista a cui era stato concesso un tax credit di 863.595,90 euro per un progetto intitolato ‘Stelle della Notte’, mai realizzato, e il cui nome è ora associato a un duplice omicidio presso Villa Pamphili. Tale scandalo ha afflitto un settore già in crisi.

Pochi giorni or sono, Sangiuliano ha rivelato di aver ricevuto una comunicazione dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il quale gli ha confessato di aver pensato a lui alla luce del recente evento legato al film fantasma. L’attuale ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha dunque annunciato all’interno del Parlamento l’intenzione di aumentare i controlli riguardanti il tax credit, mirati a prevenire la ripetizione di tali episodi. Questa situazione ha già portato alle dimissioni di Nicola Borrelli, influente figura del comparto audiovisivo italiano, che ha sostenuto di aver gestito correttamente la pratica di Kaufmann. Tuttavia, tali affermazioni non hanno placato le polemiche politiche.

Una questione è chiara: presso la procura di Roma sono stati aperti dieci fascicoli concernenti circa 200 milioni di euro destinati a produzioni dubbie. Recentemente, si è proceduto al sequestro di documentazione negli uffici della Direzione Generale Cinema, dove si è presentato il ministro Giuli accompagnato dalla polizia giudiziaria. Da tempo, gli esperti del settore hanno messo in luce l’approccio “allegro” con cui è stato gestito il credito di imposta, rivelando un sistema distorto che sembrerebbe incentivare l’eccesso di spesa nelle produzioni. Il messaggio è semplice: più si investe, maggiore è il ritorno in incentivi fiscali. Ci sono anche film che hanno ricevuto finanziamenti regolari, ma non hanno mai visto la luce nelle sale cinematografiche.

Negli ultimi sei anni, il tax credit è costato ai contribuenti italiani ben 3,5 miliardi di euro, con una parte significativa di questa somma andata a favore di aziende estere, inclusa, probabilmente, quella di Kaufmann. Nella legge di bilancio di quest’anno, oltre un miliardo e 60 milioni sono stati destinati al sostegno del settore cinematografico e degli spettacoli dal vivo. Tali cifre erano già state evidenziate dalla Fieg, la Federazione Italiana degli Editori di Giornali, la quale ha denunciato la disparità di finanziamenti, notando che per il settore editoriale, fondamentale per la democrazia e la qualità dell’informazione, sono stati allocati solo un settimo delle risorse destinate al cinema e ancora meno rispetto al superbonus del 110%.

Recentemente, l’assemblea della Fieg ha chiesto una riforma legislativa che garantisca risorse certe per il settore dell’informazione, necessaria per mantenere un’offerta qualitativa sia su carta che online. È fondamentale promuovere investimenti in innovazione tecnologica e transizione digitale per giornali, periodici e agenzie di stampa. Queste risorse dovrebbero anche supportare la rete di distribuzione della stampa, specialmente nei comuni più piccoli e in aree prive di edicole. Si tratta di una misura cruciale per un settore che affronta diete profonde trasformazioni dovute all’evoluzione tecnologica e alla concorrenza massiccia delle grandi piattaforme digitali, ma che rimane un pilastro fondamentale per un Paese che aspira a essere moderno e competitivo.

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