Armi illegali in Italia: una crisi crescente alla luce di recenti omicidi
Roma, 3 novembre 2025 – La questione delle armi illegali in Italia ha raggiunto un punto critico dopo che un colpo partito da una pistola detenuta illegalmente ha causato la morte di Giuseppe Di Dio, 16 anni, a Capizzi, Messina. Questo episodio si aggiunge ad un tragico evento avvenuto a Napoli, dove un altro ragazzo di 18 anni, Pasquale Nappo, ha perso la vita a causa di un proiettile mortale. Le statistiche rivelano che su 8,6 milioni di armi in possesso dei civili in Italia, ben 6,6 milioni sono non registrate e quindi illegali, secondo uno studio del centro di ricerca svizzero Small Army Survey, riporta Attuale.
Nel 2024, l’Italia ha registrato 319 omicidi volontari, di cui solo 36 sono stati commessi con armi detenute legalmente. I dati dei primi sette mesi del 2025 evidenziano un fenomeno analogo: su 184 omicidi, solo 17 hanno coinvolto pistole registrate. Questo scenario mette in evidenza la pericolosa diffusione di armi non controllate nel Paese.
Per capire l’origine e la diffusione delle armi illegali in Italia, è necessario considerare fattori come la criminalità organizzata, il dark web e i traffici internazionali. Le armi provenienti dai conflitti nei Balcani degli anni ’90 continuano a circolare nel mercato nero, con depositi illegali che sfuggono al controllo delle autorità. Le indagini dell’Europol indicano che la vendita di armi illegali in Italia è facilitata dalle connessioni della ‘Ndrangheta e altre mafie italiane con gruppi criminali albanesi. Intercettazioni effettuate durante un grande blitz antimafia a Palermo hanno rivelato l’esistenza di un vero e proprio arsenale, con armi da guerra sotto il controllo di Calogero Lo Presti.
Il dark web rappresenta una piattaforma dove chiunque può acquistare armi in completo anonimato, utilizzando pagamenti con criptovalute come Bitcoin. Due esempi concretizzano questa realtà: una Walther Ppk calibro 7.65 è in vendita per 600 euro e una Sig Sauer P226 a 790 euro. Inoltre, pacchetti di munizioni sono facilmente reperibili a prezzi che oscillano tra 35 e 40 euro per 50 colpi.
Secondo uno studio congiunto dell’Istituto di ricerca Rand Europe e dell’Università di Manchester, gli Stati Uniti rappresentano la principale fonte di approvvigionamento di armi illegali sul dark web, mentre l’Europa fornisce circa il 25% delle armi illegalmente in circolazione. Tra le armi più frequentemente vendute online, il 84% sono pistole, seguite dalle carabine (10%) e da armi automatiche (6%). La maggior parte di queste armi sono legali nei vari Paesi, ma vengono rivendute illegalmente. Le small arms, come semiautomatiche e fucili, sono particolarmente diffuse, economiche e facili da trasportare.
La crescente difficoltà di controllo delle piccole spedizioni, spesso camuffate sotto forma di pacchi ordinari, continua a rappresentare una sfida significativa per le forze dell’ordine italiane, accentuando la necessità di misure più rigorose nella lotta contro la criminalità armata.