Metal detector a scuola: il ministro Valditara ammette l’emergenza e la necessità di controlli estremi

18.01.2026 18:45
Metal detector a scuola: il ministro Valditara ammette l'emergenza e la necessità di controlli estremi

Emergenza metal detector nelle scuole italiane: il ministro Valditara ammette la grave situazione

Roma – L’implementazione dei metal detector nelle scuole, inizialmente vista come una misura esclusivamente americana, ha preso piede anche in Italia, in particolare in aree come Caivano, Ponticelli, Pollena Trocchia e Materdei. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha dichiarato che è fondamentale adottare questa misura nelle scuole a rischio, riconoscendo un’emergenza nazionale in materia di sicurezza, riporta Attuale.

Le misure di sicurezza sono diventate necessarie in un contesto dove la violenza tra studenti è in aumento. I recenti eventi, come l’omicidio di un giovane a La Spezia, hanno sollevato preoccupazioni circa la capacità di proteggere gli alunni. Tuttavia, l’introduzione dei metal detector solleva interrogativi su come tale prassi possa influenzare l’atmosfera scolastica e la percezione di sicurezza degli studenti e delle famiglie.

Cristina Costarelli, preside dell’ITS Galilei di Roma e presidente dell’Anp Lazio, ha espresso la sua posizione riguardo a questa misura. “Si va per tentativi, nessuno ha la soluzione pronta. Cerchiamo di capire le cause, poi troviamo le risposte. Nel frattempo è doveroso tranquillizzare gli studenti e i loro genitori. A questo servono controlli così estremi”, ha affermato costantemente sottolineando che l’introduzione di metal detector non deve tradursi in un approccio repressivo.

Costarelli ha anche sollevato l’importanza della prevenzione e dell’educazione emotiva, indicando che “tutte le scuole si spendono già sul fronte dell’educazione emotiva a partire dalla prima infanzia”. Tuttavia, ha avvertito che “se certi fenomeni sono fuori controllo evidentemente non basta ancora ma non c’è tempo di aspettare che la formazione dia i suoi frutti”.

Il tema della violenza giovanile è complesso e multifattoriale. Costarelli ha dichiarato che “la violenza è la risposta dell’inconsistenza del mondo interiore”, esprimendo preoccupazione per i fattori esterni che influenzano i giovani, come l’aggressività presente nei media e nei videogiochi. “Tanti ragazzi entrano a scuola dopo aver respirato un’aggressività che ha radici altrove”, ha chiarito, evidenziando l’importanza di un’azione comune per affrontare la questione.

In merito alla divisione delle scuole in “buone” e “cattive”, Costarelli ha rimarcato che etichettare le istituzioni non è efficace, ma ha comunque riconosciuto che “ci sono territori dove certe cose accadono con maggior frequenza”. La decisione di implementare misure di sicurezza come i metal detector è, secondo lei, una misura di buon senso, rivolta a garantire la protezione di tutti gli studenti.

Le scuole italiane si trovano ora a dover affrontare una sfida significativa. La questione della sicurezza, unita alla necessità di mantenere un ambiente educativo sano e positivo, richiede un impegno collettivo da parte delle istituzioni, delle famiglie e della comunità. La strada da percorrere è complessa e necessita di soluzioni condivise, bilanciando sicurezza e educazione.

1 Comment

  1. Ma dai, siamo arrivati a questo punto? I metal detector a scuola? Non vorrei che i ragazzi si sentano in una prigione invece che in un luogo di apprendimento. E poi, che messaggio diamo? La violenza fa parte della nostra vita? Ci vorrebbe più educazione e meno paura…

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