Milei: il Triangolo di ferro alla prova del voto
È il momento della verità per Javier Milei. Domenica prossima, l’Argentina si prepara per le elezioni legislative di mid-term, una sfida cruciale per il presidente libertario, reduce da una deludente performance elettorale il 7 settembre scorso nella provincia di Buenos Aires, dove vive il 40% della popolazione nazionale e dove l’opposizione peronista ha registrato una sorprendente “rivincita”. Le incertezze sono palpabili anche sul fronte economico. «Gli investitori scommettono che l’Argentina svaluterà drasticamente la sua valuta dopo le elezioni, nonostante il piano di salvataggio da 40 miliardi di dollari» offerto dall'”amico” Donald Trump a Milei, riporta Attuale.
Il deprezzamento della moneta rappresenterebbe una sconfitta non solo per Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti e architetto del pacchetto di aiuti di Washington, ma anche per il Fondo Monetario Internazionale, che ha destinato oltre un terzo del suo portafoglio di prestiti all’Argentina. Nella vigilia delle elezioni, una “scossa” ha colpito il governo: Milei ha licenziato il suo secondo ministro degli Esteri. Dopo Diana Mondino, licenziata a causa di un voto contrario al blocco economico statunitense a Cuba, anche il suo successore, Gerardo Werthein, ha rassegnato le dimissioni. La sua partenza era attesa, ma non prima delle cruciali elezioni di metà mandato di domenica prossima.
Werthein è stato da tempo in conflitto con il “triangolo di ferro” composto da Javier Milei, sua sorella Karina e il potente consigliere presidenziale Santiago Caputo. Recentemente, era stato indicato come il principale responsabile della «confusione» durante l’incontro tra Milei e Trump, che ha indotto il presidente statunitense a subordinare gli aiuti economici all’Argentina all’esito del voto. Attaccato sui social «dalle truppe digitali di Caputo», secondo il quotidiano La Nación, Werthein si aspettava una difesa pubblica da parte di Milei, che non è mai arrivata. Si prevede che, subito dopo il voto, anche il ministro della Giustizia sarà sostituito.
Milei stesso ha dichiarato che le elezioni di mid-term sono «più importanti di quanto pensiamo». Domenica sera si saprà se il partito del presidente, La Libertad Avanza, potrà conquistare almeno un terzo della Camera dei Deputati, il che gli consentirebbe di difendere i suoi veti presidenziali sulle leggi di opposizione, obiettivo che finora ha avuto difficoltà a raggiungere. Formare una maggioranza per approvare leggi fondamentali per l’agenda presidenziale, come la riforma del lavoro e quella fiscale, risulta ancor più difficile. Gli scandali che hanno appannato l’immagine del governo di Milei e il rallentamento della ripresa economica hanno disilluso molti elettori, e gli ultimi sondaggi mostrano un calo della sua popolarità dal 50% al 40%. Nel frattempo, la coalizione peronista di sinistra, Fuerza Patria, sta riprendendo vigore.
Il sostegno “condizionato” di Trump (leggi qui l’analisi di Luca Angelini uscita ieri sulla Rassegna, tra «insider trading» e «tribalismo») può rivelarsi un’arma a doppio taglio in un Paese nazionalista come l’Argentina. Inoltre, non è certo un sostegno privo di interessi: Trump sta organizzando l’acquisto di uranio argentino in un accordo con Milei per contrastare l’influenza della Cina, cercando di limitare l’accesso di Pechino ai minerali essenziali delle terre rare. Scott Bessent ha spinto per garantire agli Stati Uniti l’accesso alle preziose riserve di uranio argentini, in cambio del piano di salvataggio per l’economia argentina in difficoltà, secondo il WSJ.
Le relazioni tra Stati Uniti e Argentina, per quanto promettenti, rimangono fragili. Le recenti dichiarazioni sul possibile importo di carne bovina argentina sono state accolte con preoccupazione. Il Segretario all’Agricoltura di Trump, Brooke Rollins, ha annunciato che nei prossimi giorni ci saranno novità riguardo a questa importazione, affermando che la quantità «non sarà elevata», contraddicendo le promesse fatte dallo stesso Trump. Secondo i quotidiani argentini, le affermazioni di Rollins riguardo l’afto epizootica in Argentina sono ricevute come una fake-news, dato che il Paese non ha avuto un focolaio per 24 anni e sta conducendo una rigorosa campagna di vaccinazione. Gli Stati Uniti e l’Argentina sono attualmente in trattative per un nuovo accordo commerciale, che potrebbe includere un aumento della quota di importazione statunitense di carne bovina argentina.
Un focus su altre notizie dal Global South seguirà. Buona lettura.