Milei subisce la sua prima sconfitta elettorale a Buenos Aires, aumentano i dubbi sulla sua leadership

08.09.2025 09:35
Milei subisce la sua prima sconfitta elettorale a Buenos Aires, aumentano i dubbi sulla sua leadership

Una sconfitta per Milei nelle elezioni di Buenos Aires

Il presidente argentino, Javier Milei, ha subito una significativa sconfitta alle elezioni locali di domenica nella provincia di Buenos Aires, dove il suo partito La Libertad Avanza ha ottenuto solo il 34% dei voti contro il 47% di Fuerza Patria, il principale partito di opposizione peronista e di sinistra. Questo risultato potrebbe compromettere la sua agenda economica, riporta Attuale.

Nel contesto di elezioni locali per rinnovare metà delle camere del parlamento provinciale e selezionare diversi funzionari, Milei ha focalizzato la sua campagna su temi di rilevanza nazionale. Storicamente, la provincia di Buenos Aires è un bastione elettorale per i peronisti, e Milei aveva dichiarato che queste elezioni rappresentavano “l’ultimo chiodo nella bara del kirchnerismo”, riferendosi a Cristina Kirchner, ex presidente attualmente agli arresti domiciliari. Tuttavia, la sua recente sconfitta potrebbe mettere in pericolo la sua politica economica.

La popolarità di Milei è stata colpita da scandali legati a sua sorella Karina, che funge da capa di gabinetto. In un’audio trapelato, Diego Spagnuolo, ex direttore dell’Agenzia nazionale per la disabilità, ha rivelato di presunti accordi illeciti con Karina Milei riguardanti tangenti per l’assegnazione di contratti per forniture mediche. Sebbene Milei abbia licenziato Spagnuolo e smentito le accuse, il suo tasso di gradimento è sceso sotto il 40% nei sondaggi dopo l’emergere dello scandalo.

Inoltre, Milei affronta notevoli sfide economiche. Sebbene la sua amministrazione sia riuscita a ridurre l’inflazione dal 200% a circa il 40% in meno di due anni, si trova ora in difficoltà nel raggiungere l’obiettivo di un’inflazione ottimale intorno al 2%. Le recenti misure, come l’aumento dei tassi d’interesse per sostenere il peso argentino, possono avere un impatto negativo sull’economia nazionale e generare malcontento, ma il presidente ha affermato di voler mantenere le attuali politiche economiche.

Questa situazione potrebbe influenzare i risultati delle elezioni legislative del 26 ottobre, che si configurano come una sorta di elezioni di metà mandato, con il rinnovo di parte della Camera e del Senato, senza cambiamenti alla presidenza. Attualmente, La Libertad Avanza non possiede una maggioranza parlamentare, con solo 7 senatori su 72 e 39 deputati su 257, e per far approvare le leggi, il presidente avrà bisogno del supporto di altri partiti di destra e centrodestra. Con numeri iniziali così ridotti, ogni risultato rappresenterebbe un miglioramento, ma è incerto se Milei riuscirà a ottenere una maggioranza parlamentare per governare con meno ostacoli.

Infine, le elezioni provinciali di Buenos Aires hanno anche portato alla ribalta un potenziale nuovo leader dell’opposizione: Axel Kicillof, attuale governatore e ex ministro dell’Economia di Cristina Kirchner. Sfruttando il suo ruolo nella campagna elettorale, Kicillof potrebbe rappresentare un rivale significativo per Milei a livello nazionale. Nonostante le divisioni all’interno della sinistra e i tentativi di Cristina Kirchner di promuovere suo figlio Máximo come leader del peronismo, Kicillof ha saputo emergere come figura chiave.

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