Milizie curde iraniane in Kurdistan iracheno attendono opportunità per attaccare Iran

06.03.2026 14:25
Milizie curde iraniane in Kurdistan iracheno attendono opportunità per attaccare Iran

Milizie curde iraniane pronte a entrare in Iran mentre il regime affronta attacchi esterni

Nel Kurdistan iracheno, milizie armate di curdi iraniani, in contatto con la Cia, stanno aspettando un’opportunità per entrare in Iran e combattere contro il regime. Mercoledì scorso, informazioni su una presunta offensiva curda in Iran hanno fatto rapidamente il giro, con notizie di «migliaia di combattenti curdi che attraversano il confine», riporta Attuale.

Tuttavia, fonti curde hanno confermato che le milizie rimangono ferme, mantenendo un basso profilo per non rivelare la loro posizione e attività, nonostante la posizione dei loro campi sia nota da anni.

«Se i gruppi curdi iraniani decidessero di entrare in Iran, probabilmente si limiterebbero alle aree curde, ossia ciò che i curdi definiscono Kurdistan iraniano: le province di Kurdistan, Kermanshah e Ilam, oltre alle zone curde dell’Azerbaigian Occidentale», ha dichiarato Mohammed A. Salih, analista del Foreign Policy Research Institute. Salih aggiunge che è difficile immaginare un’espansione oltre queste regioni senza provocare tensioni con altre comunità etniche presenti in Iran e che molto dipenderebbe dalla resistenza delle forze armate iraniane.

L’Iran è a stragrande maggioranza sciita, mentre i curdi sono principalmente di fede sunnita. L’obiettivo delle milizie curde sarebbe di prendere il controllo delle città curde immediatamente oltre il confine. Il Kurdistan iraniano, che ospita circa dieci milioni di curdi, è un’area che tradizionalmente ha avuto scambi frequenti con il Kurdistan iracheno e durante le sollevazioni in Iran è spesso la prima a reagire contro le forze di sicurezza, per poi essere ripresa dal regime una volta terminata la ribellione.

Le richieste delle milizie curde iraniane sono state storicamente limitate dalla mancanza di armi e di un obiettivo politico concreto. Non hanno mai chiesto la separazione dall’Iran, ma un riconoscimento e una certa autonomia, simile a quanto ottenuto dai curdi iracheni. Tuttavia, queste richieste sono state costantemente ignorate dal regime.

Attualmente, le milizie stanno monitorando i bombardamenti aerei israeliani e statunitensi al di là del confine, con le speranze che questi indeboliscano le forze di sicurezza iraniane. Questi attacchi hanno colpito obiettivi strategici come stazioni di polizia, basi militari e centri di comando. La tempistica dell’inizio dell’offensiva delle milizie curde è incerta, con opinioni divergenti sull’effettiva capacità del regime di resistere.

Il regime iraniano ha inviato i Guardiani della Rivoluzione nella regione curda, un corpo militare composto da 200.000 lealisti specializzati nella controinsurrezione. Ci sono rapporti secondo cui i Guardiani hanno trasformato alcuni ospedali in basi per sfuggire ai bombardamenti. Parallelamente, il regime ha avviato attacchi preventivi contro le milizie curde e ha minacciato di colpire anche le città curde in Iraq se dovessero continuare a offrire sostegno.

Anche le milizie sciite filo-iraniane stanno partecipando agli attacchi contro i curdi, e recenti esplosioni hanno interrotto la produzione petrolifera nel giacimento di Duhok nel Kurdistan iracheno. La composizione e la forza delle milizie curde rimangono incerte. Sebbene esista un gruppo militante,Pjak, collegato al Pkk, le sue capacità non sono sufficienti per lanciare un’offensiva robusta.

Altre fazioni curde iraniane hanno una storia di resistenza, ma attualmente la loro posizione è poco chiara. È possibile che stiano ancora negoziando con l’amministrazione di Trump. Recentemente, il presidente americano ha contattato i leader del Kurdistan iracheno, chiedendo loro di sostenere le milizie curde iraniane e garantendo protezione dagli attacchi iraniani.

Le informazioni in circolazione sembrano parte di una strategia deliberata per aumentare la pressione sul regime iraniano. Secondo un’analisi di Amwaj Media, questo sforzo è stato definito «un gioco d’azzardo della Cia».

I recenti eventi sollevano interrogativi sui negoziati in corso tra Stati Uniti e curdi, soprattutto alla luce della recente ritirata americana dalla Siria, che ha lasciato i curdi siriani vulnerabili. Di fronte a queste incertezze, anche i curdi in Iraq temono di essere abbandonati se la situazione dovesse cambiare.

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