Minaccia dei droni russi contro gli Stati Uniti

28.08.2025 17:30
Minaccia dei droni russi contro gli Stati Uniti
Minaccia dei droni russi contro gli Stati Uniti

Il 27 agosto 2025 la rivista War on the Rocks ha pubblicato un’analisi che mette in guardia contro un nuovo rischio: l’uso da parte della Russia di droni a basso costo per colpire basi militari, infrastrutture strategiche e centri vitali negli Stati Uniti. Gli esperti sottolineano che l’introduzione di droni attraverso container o camion potrebbe passare inosservata, ponendo una sfida diretta alla sicurezza nazionale americana.

Lezioni dalla guerra in Ucraina

La guerra in Ucraina ha dimostrato che anche tecnologie economiche possono neutralizzare sistemi militari da miliardi di dollari. Secondo gli analisti, Mosca potrebbe sfruttare lo stesso approccio contro gli Stati Uniti. L’impiego di droni, che costano decine di migliaia di dollari, contro missili intercettori da milioni rappresenta un chiaro squilibrio che il Cremlino potrebbe usare per logorare le risorse americane e minare la loro capacità difensiva.

Illusione di sicurezza per il territorio americano

Gli attacchi con droni hanno già colpito retrovie lontane dal fronte in Ucraina, distruggendo bombardieri strategici russi. Questo dimostra, avvertono gli esperti, che anche le basi americane sul proprio territorio potrebbero diventare vulnerabili. L’idea che gli Stati Uniti siano un santuario sicuro rischia di rivelarsi pericolosa: un’aggressione russa sul suolo americano mirerebbe non solo a causare danni materiali, ma anche a minare la fiducia della popolazione nella capacità dello Stato di proteggerla.

Strategie non convenzionali e guerra ombra

Secondo lo studio, Mosca sta esplorando vie non tradizionali per introdurre droni in territorio ostile, sfruttando trasporti commerciali o piccole imbarcazioni. Per Washington ciò implica una revisione urgente dei sistemi di controllo alle frontiere e dei meccanismi di difesa interna. Infrastrutture come aeroporti, reti energetiche e nodi di comunicazione rappresentano obiettivi particolarmente attraenti, e un attacco simultaneo con più droni potrebbe paralizzare intere città.

Rischio globale e risposta necessaria

Gli analisti sostengono che la minaccia dei droni non riguarda soltanto gli Stati Uniti, ma l’intera comunità occidentale. Mosca ha già attaccato infrastrutture europee e sperimentato nuove tattiche in Medio Oriente e Africa. Per questo motivo, la difesa non può limitarsi a soluzioni nazionali: è necessaria una rete di protezione collettiva capace di rispondere a minacce ibride e imprevedibili. Il tempo, concludono gli esperti, gioca a favore dell’aggressore: solo una reazione rapida e innovativa può impedire che la vulnerabilità americana diventi il prossimo punto di forza del Cremlino.

Segnali positivi dal fronte europeo

Parallelamente, il 26 agosto 2025 l’ambasciatore statunitense presso la NATO, Matthew Whitaker, ha ribadito in visita in Lituania l’impegno di Washington verso i suoi alleati. Ha assicurato che il riesame della presenza militare americana non indebolirà la sicurezza strategica in Europa, sottolineando l’importanza delle consultazioni preventive tra partner per evitare sorprese. La ministra della Difesa lituana, Dovile Šakalienė, ha evidenziato il ruolo cruciale delle capacità americane, soprattutto nella difesa aerea. La discussione si inserisce nel contesto di un possibile ridimensionamento delle truppe in Europa voluto dal presidente Trump, che insiste da tempo perché gli alleati aumentino le proprie spese per la difesa.

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