Una madre in lutto denuncia l’emergenza violenza a Rozzano un anno dopo l’omicidio del figlio
Rozzano (Milano), 23 novembre 2025 – Un anno dopo l’orribile omicidio di Manuel Mastrapasqua, accoltellato per pochi euro giusto la notte tra il 10 e l’11 ottobre, la madre di Manuel, Angela Mastrapasqua, esprime la sua disperazione per il perdurare della violenza nel paese. L’omicidio, che ha visto la condanna di Daniele Rezza a 27 anni di reclusione, continua a gettare un’ombra sul territorio, dove episodi di aggressione appaiono sempre più frequenti, riporta Attuale.
Angela Mastrapasqua non riesce a rimanere in silenzio in un contesto che la vede testimone di un aumento della violenza giovanile. “Poco prima di perdere Manuel, fui colpita dalla notizia dell’omicidio di Sharon Verzeni, uccisa senza motivo”, ha dichiarato, evidenziando come oltre alla tragedia personale, la società continui a subire eventi tragici senza apparentemente trarne insegnamenti. Riferendosi a recenti tentativi di omicidio per motivi banali, ha sottolineato la preoccupazione per la libertà di movimenti di criminali noti alle forze dell’ordine, analogamente a quanto accaduto con l’assassino di suo figlio.
“Una cosa è certa: non bisogna trovare responsabilità nella scuola, nella società, nelle istituzioni. La colpa è delle famiglie”, ha affermato con forza. La madre di Manuel ha cresciuto tre figli con valori solidi a Rozzano, ma si chiede in che modo altre famiglie stiano portando avanti la propria missione educativa. “Io ho cresciuto tre figli a Rozzano, tre bravi ragazzi”, ha rimarcato, chiedendo maggiore responsabilità da parte dei genitori verso i propri figli.
Un ulteriore spunto di indignazione nella sua intervista è emerso con riguardo al comportamento della famiglia di Rezza. “Mai abbiamo ricevuto scuse o gesti di pentimento. L’appello contro la condanna e la richiesta di una perizia psichiatrica sembrano solo un tentativo per favorire una scarcerazione anticipata”, ha dichiarato, con la ferma volontà che i responsabili scontino integralmente le loro pene.
A dispetto della tragedia, Angela cerca di riprendere in mano la propria vita per i suoi altri figli e per il nipotino appena nato. Tuttavia, l’assenza di supporto locale è straziante. “Il Comune di Rozzano ci venne incontro con le spese per il funerale, ma nulla di più. Mia figlia aveva proposto iniziative per ricordare Manuel, ma nessuna risposta è seguita”, ha fatto sapere, con un velo di rassegnazione e tristezza.
La storia di Manuel e di sua madre è una tragicommedia che solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza, sull’educazione e sulla responsabilità sociale, in un momento in cui la violenza giovanile sembra assumere proporzioni allarmanti.